Nuova bufera sul verde urbano a Palermo. Dopo le polemiche per gli abbattimenti lungo viale Margherita di Savoia e per il progetto della linea tranviaria che prevede la rimozione di oltre 200 ficus in via Ernesto Basile, al centro del dibattito finisce adesso via Spinuzza, nel cuore del centro cittadino, dove nei giorni scorsi sono stati eliminati sei alberi nell’ambito dei lavori di manutenzione straordinaria della pavimentazione.
L’intervento, che rientra nelle opere di rifacimento del basolato della strada, ha provocato le proteste di esponenti dell’opposizione a Palazzo delle Aquile. La vicenda si inserisce in un contesto già segnato da forti tensioni sul tema della tutela del patrimonio arboreo cittadino e sul rapporto tra opere pubbliche e salvaguardia del verde.
Secondo quanto emerso, il Comune ha avviato i lavori in via Spinuzza disponendo anche modifiche temporanee alla viabilità e alla sosta. Proprio durante l’esecuzione degli interventi si è proceduto al taglio degli alberi presenti lungo la strada, una scelta che ha suscitato immediate reazioni politiche.
Miceli: “Alberi in salute abbattuti senza motivo”
A intervenire è stato il consigliere comunale e vicepresidente della Commissione Urbanistica, Francesco Miceli, che ha effettuato un sopralluogo dopo la diffusione delle prime segnalazioni.
«Mi sono recato in via Spinuzza per verificare personalmente quanto accaduto – ha dichiarato – e ho constatato che gli alberi abbattuti erano in perfetta salute. Non solo le notizie erano fondate, ma i tronchi erano già stati ridotti a ceppi. A nostro avviso si tratta di un fatto grave perché gli interventi avrebbero dovuto essere orientati a migliorare le condizioni di vita delle alberature e non alla loro eliminazione».
Per Miceli l’episodio rappresenterebbe l’ennesimo tassello di una politica che sacrifica il verde urbano alle esigenze delle opere pubbliche. Il consigliere ha inoltre sottolineato il contrasto tra questi interventi e i temi ambientali che saranno al centro del prossimo Festino di Santa Rosalia, dedicato alla biodiversità, al verde urbano e alla sostenibilità ambientale.
L’esponente dell’opposizione chiede quindi di accertare eventuali responsabilità e di avviare una strategia di tutela del patrimonio arboreo, rilanciando anche la proposta di un piano straordinario di piantumazione su larga scala per la città.
M5S: “Ogni abbattimento genera un debito ecologico”
Sulla vicenda è intervenuta anche la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, Concetta Amella, componente della commissione Verde.
«Per l’amministrazione Lagalla gli alberi sembrano essere un ostacolo da eliminare anziché un patrimonio da proteggere – afferma Amella –. Dopo la scelta di sacrificare centinaia di ficus storici in via Ernesto Basile, oggi assistiamo a un nuovo abbattimento che avviene senza un adeguato confronto con il Consiglio comunale e con i cittadini».
La consigliera contesta quella che definisce la logica della sostituzione degli alberi maturi con nuove piantumazioni, sostenendo che un esemplare adulto svolge funzioni ambientali che non possono essere replicate nell’immediato da una giovane pianta.
«Quando si abbatte un albero – aggiunge – si perdono ombra, capacità di assorbimento dell’anidride carbonica, biodiversità e qualità ambientale. Si crea un debito ecologico che la città pagherà per molti anni».
Amella chiede inoltre che gli assessori competenti riferiscano in aula sulle ragioni tecniche che hanno portato all’abbattimento e sulle eventuali alternative valutate prima della decisione finale.
Nel mirino finisce anche la gestione delle opportunità legate alla forestazione urbana. Secondo la capogruppo del M5S, Palermo avrebbe rinunciato a importanti occasioni di finanziamento per incrementare il patrimonio verde cittadino, mentre continuano gli interventi che portano alla riduzione delle alberature esistenti.
La vicenda di via Spinuzza riaccende così il confronto sul futuro del verde urbano a Palermo, un tema destinato a restare al centro del dibattito politico nelle prossime settimane, soprattutto alla luce dei grandi progetti infrastrutturali che interesseranno la città e che, secondo le opposizioni, rischiano di avere un impatto significativo sul patrimonio arboreo esistente.