Una frase pronunciata a margine di un convegno è bastata ad accendere il dibattito politico in Sicilia. Alla domanda sulla possibilità di candidarsi alla presidenza della Regione, Saverio Romano ha risposto senza esitazioni: “Ci sto pensando, e ci sto pensando seriamente”.
Un’apertura che il coordinatore politico di Noi Moderati ha voluto subito chiarire, spiegando che non si tratta di una rivendicazione personale ma di una disponibilità al servizio della Sicilia e del centrodestra.
“Quella risposta non nasce da un’ambizione, nasce da una disponibilità. L’ambizione guarda a sé stessi, la disponibilità guarda a una comunità che ha bisogno”, ha dichiarato in un’intervista all’Italpress.
L’obiettivo: ricompattare il centrodestra
Per Romano la priorità non è la corsa alla candidatura, ma la ricostruzione dell’unità della coalizione.
Secondo l’ex ministro, il centrodestra siciliano non soffre di una carenza di forze politiche o di classe dirigente, ma di una mancanza di coordinamento.
“Il centrodestra siciliano non ha un problema di forze, ha un problema di regia”, sostiene Romano, convinto che serva una figura capace di mediare tra le diverse sensibilità senza mortificare le identità dei partiti.
“La mediazione non è debolezza. È la forma più alta della politica”, afferma.
Al via il confronto con i partiti
Nelle prossime settimane Romano avvierà una serie di incontri con le forze del centrodestra per capire quale direzione intendano prendere in vista delle prossime sfide politiche.
“Prima si stabilisce dove si vuole andare, poi si sceglie chi debba guidare il cammino”, spiega, criticando quelle dinamiche che mettono al centro i nomi prima dei programmi.
L’obiettivo dichiarato è costruire una sintesi politica condivisa e solo successivamente affrontare il tema della leadership.
Energia e rinnovabili: “La Sicilia deve diventare protagonista”
Tra i temi affrontati da Romano c’è quello dell’energia, al centro anche del convegno “Il Sud che produce e il Nord che consuma”.
L’esponente di Noi Moderati ritiene che la Sicilia debba smettere di essere soltanto il territorio che ospita impianti per la produzione energetica e diventare invece protagonista dell’intera filiera.
“La Sicilia è già una grande fabbrica di energia pulita, ma resta la regione dove l’energia costa di più e rende di meno a chi la produce”, osserva.
La proposta è quella di incentivare autoconsumo e comunità energetiche, garantendo maggiori benefici economici a famiglie e imprese e pretendendo ricadute occupazionali e industriali dagli investimenti nel settore.
Acqua, una priorità assoluta
Altro tema centrale è quello dell’emergenza idrica che negli ultimi anni ha colpito duramente l’Isola.
Per Romano la vera priorità è intervenire sulle reti esistenti, riducendo le enormi perdite idriche che caratterizzano il sistema regionale.
“In Sicilia perdiamo lungo le condotte una quota enorme dell’acqua che riusciamo a captare”, sottolinea.
Tra le soluzioni indicate figurano la manutenzione delle infrastrutture, la digitalizzazione del controllo delle reti, il recupero degli invasi e una programmazione strutturale sulla dissalazione e sul riuso delle acque depurate.
Sanità, stop ai “viaggi della speranza”
Per il possibile candidato alla presidenza della Regione, la sanità rappresenta il banco di prova più importante per qualsiasi governo regionale.
Romano punta il dito contro il fenomeno della mobilità passiva, ovvero i tanti siciliani costretti a curarsi fuori dall’Isola.
“Dietro ogni viaggio della speranza c’è una famiglia che si indebita e una dignità offesa”, afferma.
La ricetta proposta passa dal rafforzamento della medicina territoriale e dalla valorizzazione dei professionisti della sanità, con l’obiettivo di riportare in Sicilia livelli di assistenza capaci di ridurre il ricorso alle strutture del Nord Italia.
Infrastrutture e giovani, le sfide per il futuro
Secondo Romano il ritardo infrastrutturale continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo dell’Isola.
L’attenzione è rivolta non solo alle grandi opere, ma anche alle strade interne, alle ferrovie e ai porti, considerati strumenti essenziali per valorizzare la posizione strategica della Sicilia nel Mediterraneo.
Sul fronte dello spopolamento giovanile, il coordinatore di Noi Moderati sostiene che servano politiche concrete per creare opportunità lavorative e favorire il collegamento tra formazione e occupazione.
“Ogni giovane che parte è un investimento che la Sicilia regala ad altri”, evidenzia.
La sfida della semplificazione amministrativa
Tra i temi indicati come prioritari figura anche la riforma della macchina burocratica.
Da presidente della Commissione parlamentare per la semplificazione, Romano sottolinea come molte imprese rinuncino a investire a causa dei tempi eccessivi delle procedure amministrative.
“Ogni autorizzazione che tarda è un posto di lavoro che non nasce”, afferma, indicando come modello esperienze di digitalizzazione avanzata come quella dell’Estonia.
“Il punto non sono io, ma la Sicilia”
Pur non sciogliendo definitivamente la riserva sulla candidatura, Romano ribadisce che la sua eventuale discesa in campo sarebbe subordinata alla necessità di rafforzare l’unità del centrodestra.
“Se questa esperienza servirà a ricomporre un fronte diviso e a governare meglio, sarò in prima fila. Se servirà a costruire un’intesa attorno a un altro nome, lo sosterrò con la stessa lealtà”, conclude.
Un messaggio che lascia aperta la porta a una candidatura, ma che al tempo stesso punta a riportare al centro del confronto politico il progetto per la Sicilia prima delle ambizioni personali.