Trump definisce l’accoppiamento dei trofei un “spettacolo orrendo”, ma apre a oltre 300 importazioni di trofei di elefante.

Permessi di importazione dei trofei di elefante nel 2025

Nel 2025, sono stati rilasciati oltre 300 permessi per l’importazione di trofei di elefante durante il secondo mandato di Donald Trump, il numero più alto mai registrato durante la sua amministrazione. Secondo il Centro per la Biodiversità (CBD), un’organizzazione non governativa statunitense, ciò suggerisce che almeno 300 elefanti siano stati uccisi. I trofei, di solito teste tassidermizzate o zampe, vengono esposti dai cacciatori come decorazione nelle loro abitazioni.

Tanya Sanerib, direttore legale internazionale del CBD, ha definito questi numeri “allarmanti”, sottolineando un incremento del 154% rispetto al totale dei permessi rilasciati durante il primo mandato di Trump. Questo aumento ha suscitato preoccupazioni tra i conservazionisti, che avvertono che tali pratiche potrebbero minacciare la sopravvivenza degli elefanti delle savane, una specie già in pericolo.


Riflessione sulle politiche di caccia trofei

Gli elefanti sono catalogati come specie minacciate ai sensi dell’Endangered Species Act (ESA) negli Stati Uniti. Pertanto, gli importatori devono ottenere un permesso dal Servizio per la Pesca e la Fauna Selvatica degli Stati Uniti (USFWS) per poter portare in America i trofei di elefante. Nel 2018, il numero di permessi rilasciati era stato di 114, ma questo è sceso a quattro nel 2019, e non sono stati rilasciati permessi nel 2020 e 2021. È importante notare che l’ottenimento di un permesso non implica necessariamente che un elefante sia stato ucciso nello stesso anno; alcuni cacciatori richiedono permessi prima di partire per la caccia, mentre altri lo fanno dopo aver ucciso un animale.

I dati mostrano che quasi due terzi dei trofei di elefante importati provengono dal Botswana, che ha riaperto la caccia agli elefanti nel 2019 dopo una pausa di cinque anni. Il governo del Botswana ha giustificato questa decisione come un modo per gestire l’aumento della popolazione di elefanti e i conflitti con gli esseri umani. Nella realtà, però, la caccia trofei è un’industria che beneficia principalmente cacciatori e operatori stranieri, mentre le comunità locali raramente ricevono una parte equa dei profitti.


Inoltre, ricerche indipendenti hanno evidenziato che la caccia trofei non offre un beneficio significativo per le comunità rurali del Botswana. Lo studio condotto dal giornalista Adam Cruise nel 2023 ha rivelato che la maggior parte dei fondi rimane nelle mani dei cacciatori stranieri e gli uccisioni non riducono i conflitti tra elefanti e abitanti.

Alcuni scienziati mettono in discussione la sostenibilità delle attuali quote di caccia, indicando che rimuovere lo 0,3% della popolazione ogni anno potrebbe essere insostenibile. La caccia si concentra soprattutto su maschi adulti più grandi, noti come “supertuskers”, il che può influenzare negativamente la genetica della popolazione e la disponibilità di genetica vitale per il futuro.


Impatto della caccia trofei e cambiamenti climatici

Un ulteriore fattore che minaccia la vita degli elefanti in Botswana è il cambiamento climatico. Negli ultimi anni, il paese ha dichiarato periodi di “siccità estrema”, evidenziando la vulnerabilità di questa specie ad altre forme di mortalità, come la carenza d’acqua contaminata. Rapporti scientifici suggeriscono che le attuali quote di caccia non considerano adeguatamente queste pressioni ambientali sui popolazioni elefanti.

Il crescente numero di permessi rilasciati dall’amministrazione Trump contrasta fortemente con le precedenti dichiarazioni di Trump che definiva la caccia trofei un “orrore”. A seguito di tali critiche, è stato istituito un consiglio consultivo per rivedere le normative sull’importazione dei trofei, ma è stato disbandito dopo un’azione legale per violazioni delle normative federali.


Il dibattito sull’efficacia delle attuali pratiche di caccia trofei è acceso. Le organizzazioni per la conservazione, come il CBD, sostengono che permettere la caccia di animali elencati nell’ESA rappresenta un “fallimento politico”. Aspettando di vedere come l’amministrazione affronterà la nuova petizione di Safari Club International, un’organizzazione pro-caccia, che mira a ridurre le protezioni per gli elefanti, la situazione rimane instabile e di grande preoccupazione per il futuro di queste creature.

Essenziale è considerare il modo in cui le politiche statunitensi influenzano la vita degli elefanti e delle comunità locali in Botswana. Maggiore responsabilità e trasparenza nella gestione della caccia trofei potrebbero rappresentare un passo importante verso il miglioramento della situazione per gli elefanti e per le persone che abitano accanto a loro.

Fonti: Center for Biological Diversity, World Wildlife Fund, Elephants Without Borders

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Luigi Salemi: