“Sei stata la donna di tutti…” frase di Chinnici contro Argiroffi: scoppia la polemica
Dario Chinnici e Giulia Argiroffi
Dopo le polemiche, è arrivata la replica del capogruppo di Lavoriamo per Palermo, Dario Chinnici, che ha chiarito il senso delle sue parole e ha parlato di «frase infelice».
«La frase da me pronunciata era riferita esclusivamente al piano politico e non voleva in alcun modo rappresentare un giudizio personale o offensivo nei confronti della consigliera Giulia Argiroffi», ha spiegato.
Chinnici ha precisato di avere già chiesto scusa personalmente alla collega, sostenendo però che il racconto dell’episodio sarebbe stato «parziale e strumentale».
«Nel video diffuso pubblicamente è stata estrapolata soltanto una breve parte finale della discussione, omettendo completamente ciò che era avvenuto pochi istanti prima – ha aggiunto –. La collega Argiroffi mi aveva precedentemente rivolto accuse e parole pesanti davanti a tutti i presenti, trattandomi sostanzialmente come un delinquente».
Il consigliere ha quindi riconosciuto l’errore nei toni utilizzati: «Resto comunque il primo a considerare sbagliata nei toni la mia risposta», chiedendo però che venga riconosciuto anche il clima di forte tensione in cui sarebbe maturato il confronto.
Il sindaco Roberto Lagalla: “Disarmare le parole”
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che ha stigmatizzato l’espressione utilizzata da Chinnici, prendendo atto delle scuse rivolte alla consigliera.
«Questa amministrazione ha sempre mantenuto una posizione chiara di rispetto nei confronti delle donne e, più in generale, verso ogni espressione democratica, politica e istituzionale», ha dichiarato il primo cittadino.
Lagalla ha poi richiamato il monito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Il richiamo a “disarmare le parole” deve rappresentare un riferimento per tutte le forze politiche e per chiunque abbia responsabilità istituzionali».
Secondo il sindaco, il confronto politico «non può mai trasformarsi in scontro personale» e tutte le forze politiche dovrebbero riportare il dibattito sui temi concreti della città.
Tantillo: “Offese incompatibili con le istituzioni”
Anche il presidente del Consiglio comunale Giulio Tantillo ha espresso solidarietà a Giulia Argiroffi.
«Il Consiglio comunale di Palermo, così come ogni istituzione democratica, non può e non deve essere un luogo in cui trovano spazio insulti e aggressioni verbali», ha dichiarato.
Tantillo ha sottolineato come offese di questo tipo «non solo feriscano profondamente la persona colpita, ma ledano anche la dignità e l’immagine dell’intero Consiglio comunale».
