Screening oncologici, in Sicilia adesione tra le più basse d’Italia

Screening oncologici, in Sicilia adesione tra le più basse d’Italia

Secondo la Fondazione Gimbe, i numeri evidenziano non solo una scarsa risposta dei cittadini agli inviti ricevuti, ma anche criticità organizzative che incidono sulla partecipazione agli screening, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno.

Nel caso dello screening mammografico, ad esempio, l’estensione degli inviti non raggiunge il 100%, segnale che una parte della popolazione target non viene coinvolta nei tempi previsti. Per Gimbe, questo elemento suggerisce responsabilità organizzative nella gestione delle campagne di prevenzione, un problema che accomuna gran parte delle regioni meridionali, con la sola eccezione del Molise.

L’analisi evidenzia inoltre come tutte le regioni del Sud Italia si collochino al di sotto della media nazionale per adesione agli screening oncologici, confermando un divario territoriale che continua a incidere sull’efficacia delle attività di prevenzione.

Le estensioni superiori al 100%, come nel caso dello screening cervicale, indicano invece che le aziende sanitarie hanno effettuato inviti di recupero destinati a persone che avrebbero dovuto essere contattate negli anni precedenti.

Per gli esperti, incrementare la partecipazione ai programmi di screening resta una priorità fondamentale, poiché la diagnosi precoce rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre mortalità e conseguenze delle principali patologie oncologiche.

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