Scommesse illegali in un locale a Palermo, la Cassazione conferma: “Legittimo l’accertamento fiscale”
La Corte ha inoltre precisato che questa disposizione riguarda esclusivamente gli apparecchi funzionali alla raccolta di gioco illecito online e non strumenti generici utilizzati semplicemente per navigare su internet.
Proprio questo elemento rappresenta la principale differenza rispetto alle norme dichiarate incostituzionali. Il Decreto Balduzzi vietava infatti la semplice messa a disposizione di qualsiasi apparecchiatura in grado di collegarsi a siti di gioco online, mentre la normativa applicata nel caso esaminato si riferisce soltanto a strumenti stabilmente dedicati alla raccolta di gioco illegale.
Per questo motivo, secondo i giudici, la previsione normativa non può essere considerata generica o indeterminata, perché mira a contrastare la disponibilità di specifici strumenti tecnici utilizzati per il gioco illecito.
Alla luce di queste considerazioni, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso presentati dalla società, ritenendo che puntassero sostanzialmente a una nuova valutazione del merito già esaminato e respinto nei precedenti gradi di giudizio.
La decisione conferma così che la presenza in un esercizio pubblico di apparecchiature dedicate alla raccolta di scommesse su piattaforme estere non autorizzate costituisce attività di intermediazione illecita e comporta precise responsabilità fiscali per il titolare dell’attività.
