Scommesse illegali in un locale a Palermo, la Cassazione conferma: “Legittimo l’accertamento fiscale”

Scommesse illegali in un locale a Palermo, la Cassazione conferma: “Legittimo l’accertamento fiscale”

Dopo l’avviso di accertamento, la società titolare dell’attività aveva presentato ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Palermo, che però aveva respinto le contestazioni. La decisione era stata successivamente confermata anche dalla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia.

La vicenda è quindi approdata davanti alla Corte di Cassazione, dove la società ha denunciato presunte violazioni di norme tributarie e procedurali.

Nel valutare il ricorso, i giudici della Suprema Corte hanno chiarito che non ha alcuna incidenza sul caso la sentenza n. 104 del 2025 della Corte costituzionale, che aveva dichiarato illegittime alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Balduzzi del 2012 e della Legge di Stabilità 2015 riguardanti il divieto di installare negli esercizi pubblici apparecchiature collegate a piattaforme di gioco online.

Secondo la Cassazione, infatti, l’accertamento fiscale contestato alla società si basa su una diversa norma della Legge di Stabilità 2015, che prevede che il titolare di un esercizio pubblico nel quale vengano trovati apparecchi idonei a consentire il gioco con vincite in denaro non collegati alla rete statale sia tenuto al pagamento dell’imposta unica sul gioco.

La norma stabilisce che l’imposta venga calcolata applicando un’aliquota del 6% su un imponibile medio forfetario giornaliero di 3mila euro per ciascun apparecchio e per 365 giorni di presunta operatività.

La differenza con le norme dichiarate incostituzionali


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