Sanità, liste d’attesa: modulo dell’Associazione Coscioni per il diritto alle cure
Secondo l’analisi dell’Associazione, la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa, gestita da Agenas e attiva dal giugno 2025, presenta numerose criticità. I dati disponibili risultano infatti limitati, aggregati e poco chiari, senza una distinzione dettagliata tra Regioni, aziende sanitarie o singole strutture.
Inoltre, le informazioni sui tempi di attesa e sulle prenotazioni appaiono spesso difficili da interpretare: in alcuni casi vengono sommate prestazioni gratuite e a pagamento, mentre percentuali e valori assoluti non coincidono, rendendo complicato valutare il rispetto delle tempistiche previste dalla legge.
I numeri: oltre il 60% dei cittadini fuori dai tempi
I dati elaborati dall’Associazione delineano un quadro preoccupante. Tra gennaio e settembre 2025:
- solo il 41,9% degli esami è stato effettuato nei tempi di legge;
- per le visite, la percentuale scende al 35,8%;
- complessivamente, appena il 39,9% delle prestazioni è stato erogato nei tempi previsti.
Questo significa che oltre il 60% dei cittadini si trova ad affrontare ritardi, con il rischio concreto di dover ricorrere a prestazioni private a pagamento o, in alcuni casi, rinunciare alle cure.
“In pratica – dichiarano Filomena Gallo e Marcello Crivellini – una larga parte della popolazione è costretta a vivere in un limbo di attesa senza certezze. È una situazione inaccettabile che richiede interventi immediati e misure concrete”.
