Rifiuti tessili in Kenya: crescita preoccupante e rischi per la salute pubblica.

Rifiuti tessili in Kenya: crescita preoccupante e rischi per la salute pubblica.

L’Impatto del Commerciale di Seconda Mano in Kenya

In Kenya, la vasta scala del commercio di abbigliamento di seconda mano è all’origine del problema. Un rapporto del 2023 stima che la più grande discarica di Nairobi riceva circa 86 tonnellate di rifiuti tessili ogni giorno. Una volta scartati, i tessuti sintetici possono frammentarsi in microplastiche, inquinando sia l’aria che le fonti d’acqua.

Per affrontare questa problematica, gli autori della lettera pubblicata su Science chiedono un’applicazione più rigorosa delle leggi ambientali internazionali, controlli di qualità più severi prima dell’esportazione e investimenti maggiori in infrastrutture di gestione dei rifiuti e riciclaggio nei paesi importatori. Propongono anche una definizione internazionale più rigorosa di “beni usati” per chiudere le scappatoie legali che consentono il traffico di rifiuti.

“È fondamentale considerare i potenziali rischi, incluso il rischio di contaminazione batterica”, ha dichiarato Ebenezer Amadi, responsabile di programma senior presso Bopinc, in una conversazione su WhatsApp con Mongabay. “Questa situazione può essere affrontata attraverso ispezioni e controlli adeguati al punto di ingresso”.

Iniziative in Corso e Sostenibilità

Il Kenya ha iniziato a occuparsi del problema dei rifiuti tessili attraverso il suo “Sustainable Waste Management Act”, che promuove la riduzione dei rifiuti, il riciclaggio e la responsabilità estesa del produttore (EPR). I ricercatori, tuttavia, sottolineano che i paesi importatori non possono farsi carico di questo problema da soli.

Secondo Akshay Shah, presidente uscente del Kenya Extended Producer Responsibility Organization, un passo concreto in avanti sarebbe quello di far sì che il settore dell’importazione tessile formi il proprio meccanismo EPR. “Il rivenditore che alla fine beneficia del tessile per venderlo ai consumatori dovrà essere responsabile del pagamento della tassa EPR.” Tale tassa potrebbe poi essere assegnata ai raccoglitori di rifiuti e ai riciclatori che lavorano il materiale.


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