In Bhutan, la felicità ispira la ricerca dell’autosufficienza alimentare.

In Bhutan, la felicità ispira la ricerca dell’autosufficienza alimentare.

La Filosofia del Bhutan: Un Modello di Auto-sufficienza Alimentare

Il Bhutan è un regno himalayano situato tra Cina e India, noto per i suoi paesaggi mozzafiato e per l’unica politica del “Gross National Happiness” (GNH), introdotta nel 1972 dal quarto re del Bhutan, Jigme Singye Wangchuck. Con circa 800.000 cittadini, il 40% della popolazione lavora nel settore agricolo. Questa filosofia non è solo una misura del benessere, ma rappresenta le basi per il sistema alimentare della nazione e per un piano di auto-sufficienza alimentare completo entro il 2029.

Il Sistema Alimentare del Bhutan: Sfide e Opportunità

Come affermato da Bleu Tshering Dorji, un chef di fama e ristoratrice che possiede due ristoranti a Thimpu, il sistema alimentare non è solo un modo per produrre cibo, ma riguarda la sostenibilità del paesaggio, delle comunità e della cultura. Il Bhutan affronta sfide uniche: la giovane popolazione tende ad allontanarsi dall’agricoltura, rimanendo legata ai sempre più gravi impatti dei cambiamenti climatici e della conformazione montuosa del paese.

“Essendo un paese montano e senza sbocco al mare, la percentuale di terra adatta all’agricoltura è limitata,” spiega Bleu. “Non abbiamo la possibilità di espandere le terre agricole e dobbiamo migliorare l’uso delle risorse che abbiamo.” La mancanza di manodopera ha costretto il governo e i produttori a ripensare le loro strategie, affrontando anche problemi come i conflitti con la fauna selvatica e le condizioni meteorologiche imprevedibili.


Il Piano per la Sostenibilità Agraria

Sonam Wangchuk, specialista esecutivo del Ministero dell’Agricoltura e degli Allevamenti, enfatizza l’obiettivo del governo per raggiungere l’auto-sufficienza alimentare. La strategia è delineata nel 13° piano quinquennale, che prevede di investire circa 180 milioni di dollari fino al 2029. Gran parte di questi fondi è focalizzata sul supporto agli agricoltori, in particolare alle donne, che costituiscono la maggioranza dei piccoli proprietari terrieri.

“Stiamo lavorando per rafforzare la capacità degli agricoltori attraverso la formazione in agricoltura sostenibile, tecnologie di produzione migliorate e gestione post-raccolto,” afferma Wangchuk. “Le nostre iniziative mirano a migliorare l’accesso a finanziamenti e mercati creando un ambiente imprenditoriale.”

Queste strategie sono particolarmente importanti, dato che il Bhutan è ora considerato uno dei paesi “meno sviluppati” dall’ONU, il che rende la sua popolazione vulnerabile agli impatti dei cambiamenti climatici.

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