Rete idrica parallela allo Zen 2, il progetto per ripristinare la legalità

Rete idrica parallela allo Zen 2, il progetto per ripristinare la legalità

Secondo Sciortino, ogni anno 1,5 milioni di metri cubi d’acqua vengono immessi nella rete dello Zen 2, ma senza alcun contatore presente nei padiglioni. “Di conseguenza, l’azienda non riceve alcun pagamento”, ha spiegato. La mancanza di misurazioni significa che l’Amap non ha alcuna possibilità di fatturare il consumo, generando un buco economico considerevole per l’azienda pubblica.

“Non possiamo fare contratti allo Zen 2 – ha aggiunto Sciortino – la rete non appartiene all’Amap, quindi eventuali guasti non possono essere riparati dall’azienda”. Una situazione nota da anni, ma difficile da sanare, che lascia il quartiere privo di un regolare servizio pubblico.

La rete parallela costruita dalla mafia

Le indagini giornalistiche e le immagini raccolte dal Giornale di Sicilia hanno confermato che le condutture parallele sono state costruite negli anni e controllate da Cosa Nostra. I tubi corrono sotto il quartiere come vene sotterranee: attraversano i padiglioni e raggiungono ogni abitazione. Molti tratti sono marci, rattoppati e sostenuti da staffe consumate, con un rischio concreto di crolli anche minimi.

Intorno ai tubi, centinaia di fili elettrici abusivi si intrecciano con pochi contatori ufficiali, dimostrando come la criminalità organizzata abbia il completo controllo dei servizi essenziali del quartiere. Il sistema parallelo alimenta autoclavi e cisterne domestiche, aggirando completamente la gestione pubblica. “Un sistema costruito negli anni e controllato dalla mafia, che si fa pagare per erogare l’acqua corrente”, si legge nel reportage del Giornale di Sicilia.

Obiettivo: riportare la legalità nello Zen 2


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