Restaurare le foreste: strategie efficaci per un futuro sostenibile e biodiverso.
La certificazione secondo TGBS inizia dall’evidenza. I progetti vengono valutati utilizzando immagini satellitari e indagini sul campo, che esaminano piante, animali e governance locale. I siti vengono valutati su otto criteri, tra cui integrità degli ecosistemi, protezione e coinvolgimento degli stakeholder. I risultati sono esaminati dal segretariato del TGBS, ospitato dal BGCI, e certificati da un ente terzo indipendente. A seconda delle prestazioni, i progetti ricevono una certificazione standard, avanzata o premium.
Una caratteristica distintiva del sistema è l’affidamento a hub regionali, spesso giardini botanici o organizzazioni locali per la biodiversità. Questi hub conducono valutazioni sul campo e forniscono supporto. David Bartholomew, manager del progetto TGBS, evidenzia che questo approccio evita un modello eccessivamente dipendente dai consulenti e mantiene bassi i costi. “Non volevamo adottare un modello dall’alto in basso, in cui si impegnavano consulenti internazionali”, spiega, aggiungendo che gli esperti locali comprendono meglio sia le specie che il contesto sociale.
