Raccolta di nebbia: una soluzione alla scarsità d’acqua nel deserto di Atacama, Cile?
La raccolta della nebbia: una pratica millenaria
Negli anni, diverse comunità in tutto il mondo hanno sperimentato metodi per raccogliere umidità dalla nebbia. Ad esempio, nelle Isole Canarie, gli abitanti raccoglievano l’acqua che colava dagli “alberi fontana”, come ginepri e pini. In Oman, sono state costruite cisterne sotto gli alberi che raccoglievano le gocce d’acqua formate sulle loro fronde. La moderna tecnologia per la raccolta della nebbia ha avuto inizio negli anni ’60 in Sudafrica, dove i ricercatori hanno sviluppato schermi di plastica per “intercettare” le gocce d’acqua. Oggi, gran parte dei progressi è avvenuta nel nord del Cile, che è diventato un pioniere della raccolta della nebbia.
Orlando Rojas Figueroa, presidente del gruppo Atacama Fog Catchers, afferma che i “catturatori di nebbia” sono un’invenzione cilena. Nel 1987, la comunità di Chungungo ha installato un progetto composto da 100 raccoglitori di nebbia, in grado di fornire circa 33 litri di acqua pulita al giorno per i suoi 300 abitanti. Questa innovazione ha suscitato inizialmente incredulità, con alcuni che definivano i pionieri del progetto “persone pazze delle nuvole”. Con il tempo, però, le persone hanno iniziato a capire il valore di questa tecnica.
