Quando l’animale non vuole essere toccato: imparare a rispettare i suoi segnali
Gli animali raramente passano direttamente da una situazione tranquilla a una reazione aggressiva. Spesso, prima, mandano segnali più discreti. Un gatto può appiattire le orecchie, muovere rapidamente la coda, irrigidirsi, cercare di allontanarsi o voltarsi verso la mano. Un cane può sbadigliare, leccarsi il naso, distogliere lo sguardo, abbassare la testa o spostarsi.
Sono tutti segnali che indicano che il contatto non è gradito in quel momento. Il problema nasce quando vengono ignorati. Continuare ad accarezzare l’animale perché “deve abituarsi” può ottenere l’effetto opposto: invece di imparare a fidarsi, può imparare che i suoi segnali non vengono rispettati e che deve arrivare a una reazione più forte per essere ascoltato.
Quando il cambiamento è improvviso
Particolare attenzione va riservata agli animali che hanno sempre accettato le carezze e improvvisamente iniziano a evitarle. Un cambiamento improvviso può essere legato a paura, stress o a un’esperienza negativa, ma anche a un problema fisico.
Dolore articolare, disturbi della pelle, problemi dentali, fastidi addominali o altre condizioni possono rendere sgradito il contatto in determinate zone del corpo. Se l’animale reagisce soprattutto quando viene toccato in un punto preciso, oppure mostra contemporaneamente altri cambiamenti nel comportamento, è opportuno parlarne con il veterinario.
