Il comportamento distruttivo non è un dispetto: cosa sta cercando di comunicarci l’animale
Un divano graffiato, una porta rovinata, un cuscino fatto a pezzi o una pianta rovesciata possono mettere a dura prova la pazienza di chi vive con un animale. La prima reazione è spesso quella di pensare a un dispetto, soprattutto quando il comportamento si verifica in assenza del proprietario. In realtà, attribuire all’animale un’intenzione punitiva rischia di far perdere di vista il vero problema.
I comportamenti distruttivi possono avere numerose cause: noia, mancanza di stimoli, stress, paura, frustrazione, bisogno di esplorare oppure difficoltà a rimanere da soli. Capire l’origine è il primo passo per intervenire correttamente.
Mordere, graffiare ed esplorare sono comportamenti naturali
Cani e gatti hanno esigenze comportamentali che non possono essere eliminate semplicemente perché vivono in casa. Un cane può avere bisogno di annusare, masticare ed esplorare; un gatto deve poter graffiare, arrampicarsi, inseguire e simulare comportamenti di caccia.
Se queste necessità non trovano uno sbocco adeguato, l’animale può rivolgerle verso ciò che trova a disposizione. Il divano può diventare un ottimo oggetto da graffiare, una scarpa un’interessante alternativa a un gioco da mordere e una porta può diventare il bersaglio della frustrazione.
Non significa che debba essere lasciato libero di distruggere casa, ma che è necessario offrirgli alternative compatibili con le sue esigenze.
