Una carezza, le fusa, il gatto apparentemente rilassato. Poi, all’improvviso, un morso o una zampata. È una situazione abbastanza comune per chi vive con un felino e può lasciare il proprietario sorpreso: perché un animale che fino a pochi secondi prima sembrava apprezzare le coccole decide improvvisamente di interromperle?
Nella maggior parte dei casi non si tratta di un comportamento “cattivo” e nemmeno di un improvviso cambiamento d’umore. Il gatto può semplicemente aver raggiunto il proprio limite di tolleranza al contatto fisico. Alcuni felini amano essere accarezzati a lungo, altri preferiscono interazioni molto più brevi.
Il problema è che spesso i segnali con cui il gatto comunica il proprio disagio vengono ignorati o non vengono riconosciuti.
I segnali che arrivano prima del morso
Prima di mordere, molti gatti mostrano piccoli cambiamenti nel comportamento. La coda può iniziare a muoversi rapidamente, le orecchie possono ruotare all’indietro o appiattirsi, il corpo può diventare più rigido e le pupille possono dilatarsi.
Anche un improvviso movimento della pelle lungo il dorso, il tentativo di allontanarsi o uno sguardo rivolto verso la mano possono indicare che è arrivato il momento di interrompere le carezze.
La zona del corpo toccata può inoltre fare la differenza. Molti gatti gradiscono le carezze sulla testa, sulle guance e sotto il mento, mentre possono tollerare meno il contatto prolungato sulla schiena, sull’addome, sulle zampe o vicino alla coda. Naturalmente ogni animale ha le proprie preferenze.
Il morso può quindi essere una vera e propria comunicazione: il gatto sta dicendo che non vuole più essere toccato.
Non bisogna aspettare che arrivi il morso
Imparare a leggere questi segnali permette di rendere più serena la convivenza. Se il gatto comincia ad agitare la coda, irrigidirsi o cambiare posizione, è meglio fermarsi prima che arrivi la reazione.
Anche il modo in cui si accarezza l’animale è importante. Movimenti delicati e brevi pause consentono al gatto di scegliere se continuare l’interazione oppure allontanarsi. Forzarlo a rimanere sul posto o trattenerlo quando cerca di andare via può aumentare il disagio.
Bisogna inoltre evitare di punire il gatto dopo un morso. Il rimprovero non gli insegna necessariamente a tollerare meglio le carezze e può aumentare la paura nei confronti della persona.
Se, invece, un gatto che in precedenza accettava tranquillamente il contatto comincia improvvisamente a reagire mordendo o graffiando, è consigliabile non attribuire subito il comportamento al carattere. Dolore, problemi cutanei o altre condizioni fisiche possono rendere il contatto fastidioso o doloroso e meritano una valutazione veterinaria.
La prossima volta che il gatto passa dalle fusa al morso, quindi, vale la pena chiedersi non “perché è diventato aggressivo?”, ma “quale segnale mi stava dando prima?”. Spesso la risposta è già lì, nella posizione delle orecchie, nel movimento della coda o nel modo in cui cambia improvvisamente il suo corpo.