Progetto himalayano trentennale: il potere della riforestazione comunitaria per un futuro sostenibile.
Un Approccio Collaborativo alla Restaurazione dei Terreni
Il progetto, avviato nel 1992 da un team di ricercatori del G.B. Pant National Institute of Himalayan Environment (GBP-NIHE), ha avuto luogo su un pendio di 28 ettari nello stato dell’Uttarakhand. Prima della riabilitazione, questa area era caratterizzata da specie arbustive e sporadiche pini indiani a foglia lunga (Pinus roxburghii), alberi nativi impiantati per la produzione di resina e legname durante il periodo coloniale britannico. Questa situazione ha reso il paesaggio vulnerabile agli incendi, causando ulteriori danni.
I ricercatori hanno collaborato con le comunità locali per sviluppare la foresta, permettendo loro di raccogliere i frutti degli sforzi collettivi. Attualmente, il sito è un esempio virtuoso di biodiversità, ospitando oltre 160 specie di uccelli, più di 100 specie di farfalle e numerose piante medicinali che forniscono foraggio per il bestiame, rimedi naturali e opportunità di sussistenza per gli abitanti.
L’area è stata intitolata “Surya-Kunj” in omaggio al famoso Tempio del Sole di Katarmal, situato a circa 12 chilometri di distanza. Indra D. Bhatt, coautore dello studio e direttore del GBP-NIHE, ha sottolineato come il sito possa fungere da modello per iniziative future di conservazione nei programmi di restaurazione forestale.
Secondo Bhatt, il coinvolgimento della comunità è stato cruciale: “Volevamo dimostrare che, grazie alla partecipazione attiva, la restaurazione e la rigenerazione naturale delle terre degradate sono possibili”. Oltre a essere un sito di conservazione, Surya-Kunj funge anche da Centro di Interpretazione e Apprendimento della Natura, dove sono stati organizzati oltre 60 laboratori di educazione ambientale con più di 5.000 studenti e ricercatori.
