Preoccupazione tra i leader indigeni mentre la Moratoria della Soia in Amazzonia vacilla.
Il Ministero dell’Ambiente afferma che le politiche attuali per la deforestazione rimangono in vigore e che saranno intensificati i meccanismi di controllo ambientale per proteggere i diritti delle popolazioni indigene e le loro terre. Tuttavia, i leader indigeni si chiedono se queste misure saranno sufficienti a contrastare gli interessi delle industrie agricole che stanno spingendo per la fine della moratoria.
Divergenze Politiche e Posizioni Contrapposte
Il governo dello stato di Mato Grosso critica la moratoria, affermando che crea un quadro giuridico ingiusto per i produttori. Al contempo, l’associazione dell’industria della soia, Abiove, sostiene che il Brasile può mantenere elevati standard socioambientali anche senza l’accordo. Tuttavia, entrambe le parti sembrano eludere la questione degli impatti sui terreni indigeni.
Un’indagine condotta dall’Istituto di Ricerca Ambientale dell’Amazzonia (IPAM) avverte che se la moratoria viene meno, la deforestazione cumulativa entro il 2045 potrebbe aumentare del 30% rispetto ai dati attuali, con alcuni stati amazzoniani come Amazonas e Acre tra i più colpiti.
La Moratoria: Un Modello di Successo?
La Moratoria sul Soja è un patto volontario tra aziende, agenzie pubbliche e ONG per ridurre la deforestazione nell’Amazzonia. I partecipanti si sono impegnati a escludere dalle loro catene di approvvigionamento qualsiasi soia prodotta in aree abbattute dopo luglio 2008. Secondo i dati, la deforestazione dovuta alla produzione di soia è scesa drasticamente all’1% nei primi dieci anni dall’entrata in vigore dell’accordo, portando il Brasile a essere riconosciuto come un fornitore affidabile di soia senza deforestazione.
Negli ultimi due anni, leader politici di destra hanno iniziato a esercitare pressioni per la fine della moratoria, supportati dalla potente Confederazione Nazionale dell’Agricoltura e della Zootecnia (CNA). All’inizio di quest’anno, Abiove ha annunciato il suo ritiro dall’accordo, minacciando di far venire meno i già limitati progressi nella lotta alla deforestazione.
