Nuovo metodo mappa la disponibilità degli habitat per la conservazione delle specie.
Nuovo Framework di Mappatura degli Habitat per le Specie Minacciate
Un innovativo framework di mappatura degli habitat unisce diversi set di dati per illustrare dove vivono le specie e prevedere potenziali habitat futuri. Il progetto Act Green combina rilevamento remoto, dati da campo e input da esperti per mappare la disponibilità degli habitat per quattro specie. Questo set di dati aiuta i conservazionisti a identificare aree che necessitano di protezione immediata, oltre a terreni potenzialmente utilizzabili per sforzi di ripristino e rewilding.
Domande Cruciali sulla Disponibilità degli Habitat
Dove sono disponibili gli habitat per le specie minacciate? Stanno migliorando o degradando? Quali paesaggi potrebbero essere utilizzati per il rewilding degli animali? Un nuovo framework di modellazione ha integrato anni di dati di rilevamento remoto, informazioni da campo e contributi di esperti per rispondere a queste domande e mappare la disponibilità degli habitat per quattro specie.
Il progetto Act Green, guidato dalla Wildlife Conservation Society (WCS) e finanziato da NASA, ha sfruttato queste diverse fonti di dati per visualizzare non solo dove attualmente vivono le specie, ma anche per prevedere habitat potenziali da considerare per le iniziative di restauro e rewilding. Le mappe aggiornabili possono assistere conservazionisti ed ecologi nell’identificare aree che richiedono un’urgente attenzione conservativa, indirizzandoli verso paesaggi intatti dove le specie potrebbero essere reintrodotte.
Importanza della Mappatura per la Conservazione
Mappare la gamma di habitat di una specie è cruciale per comprendere la sua distribuzione e per dirigere i fondi verso sforzi mirati di conservazione e reintroduzione della specie. Questo è particolarmente importante nel contesto del Quadro Globale sulla Biodiversità, che mira a proteggere il 30% degli ecosistemi mondiali entro il 2030. Un compito che necessita di dati dettagliati sugli habitat disponibili in tutto il mondo.
“Le decisioni devono essere prese su come spendere le risorse limitate in modo efficace e in tempo reale,” ha affermato Rachel Neugarten, direttrice esecutiva della pianificazione alla WCS. “Queste mappe possono indicare luoghi dove, se i paesaggi venissero ricollegati o le specie reintrodotte, potrebbero emergere dei punti di luce.”
Il lavoro si basa su precedenti sforzi di mappatura degli habitat delle tigri (Panthera tigris). Il team ha ampliato queste ricerche a tre specie aggiuntive: il bisonte americano (Bison bison), il giaguaro (Panthera onca) e il leone africano (Panthera leo). Queste specie vivono in geografie e paesaggi notevolmente diversi, permettendo così di validare il framework e valutarne l’efficacia.
Le mappe visualizzano dove vivono le specie e prevedono potenziali habitat. Nella mappa degli habitat per i leoni africani, le località in blu indicano habitat potenziali considerabili per il restauro, mentre le aree verdi evidenziano luoghi da conservare.
Metodologia Utilizzata per la Mappatura
Il team ha utilizzato dati dal 2001 al 2020 per produrre le mappe. Hanno iniziato con dati satellitari su uso del suolo ed elevazione, seguiti da un’indice composito sviluppato per misurare l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi. Questo indice, denominato Human Footprint Index, è calcolato utilizzando dati di rilevamento remoto su popolazione umana, strade, agricoltura, urbanizzazione e inquinamento luminoso.
Inoltre, sono stati incorporati dati forniti da esperti sulla base del loro lavoro sul campo. Questo ha aiutato il team a determinare la dimensione minima delle aree terrestri necessarie per ciascuna specie e la grandezza sufficiente per sostenere una popolazione vitale. Hanno anche esaminato aree adiacenti di habitat idonei per capire se potessero essere collegate e trattate come un paesaggio unico. Una volta identificati e delimitati gli habitat, gli scienziati hanno integrato dati sul campo, come immagini da fototrappole, registrazioni di bracconaggio e dati di citizen science, per verificare se le specie fossero già presenti in quegli habitat.
Prospettive Positive per la Conservazione della Biodiversità
I risultati delle loro ricerche hanno dimostrato che ci sono ancora molte speranze per la conservazione della biodiversità. Il team ha constatato che la disponibilità di habitat prevista non era così bassa come si aspettava. “La stabilità degli habitat non implica necessariamente che le popolazioni siano stabili,” ha commentato Surya. “Ma è comunque fonte di speranza, poiché sappiamo che l’habitat è fondamentale perché le popolazioni possano recuperare.”
I dati sono già utilizzati per prendere decisioni di conservazione sul campo. La WCS collabora con partner e comunità indigene negli Stati Uniti e in Canada per identificare habitat erbosi disponibili per i bisonti e pianificare iniziative di rewilding. Le mappe sono destinate ad essere utilizzate anche nel prossimo summit della Convenzione sulla Conservazione delle specie migratorie, che si terrà in Brasile, per comprendere e valutare gli habitat dei giaguari.
Le organizzazioni di conservazione e le ONG che lavorano sulla conservazione delle tigri stanno già utilizzando queste mappe come strumento per le loro campagne di raccolta fondi. Sebbene il dataset si concentri solo su queste quattro megafaune carismatiche, secondo Neugarten, ha un impatto più ampio su altre specie e sugli ecosistemi.
“Queste specie sono tutte grandi e necessitano di ecosistemi intatti ecologicamente ricchi di altre specie da preda,” ha affermato Neugarten. “Conservare queste quattro specie significa preservare habitat essenziali per molte altre forme di vita che riteniamo importanti.”
Fonti ufficiali:
