Peschereccio catanese salva sedici migranti minorenni a largo di Malta
Anche il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, ha voluto sottolineare il significato dell’episodio, collegandolo al tema dell’accoglienza dei migranti e alla necessità di tutelare la dignità delle persone.
Ricordando la visita del Santo Padre a Lampedusa, il vescovo l’ha definita «un forte segno evangelico, sociale e umano», ribadendo che la Chiesa è chiamata a stare accanto a chi fugge da guerre, violenze e povertà, nel rispetto della legalità e dei diritti fondamentali.
Secondo Raspanti, il comportamento dell’equipaggio del “Mathias” rappresenta un esempio concreto di solidarietà trasformata in un’azione di salvezza.
La tradizione del mare: aiutare chi è in difficoltà
Per il parroco di Santa Maria La Scala, don Mario Camera, i pescatori hanno dimostrato «una grande apertura d’animo», intervenendo in soccorso di persone che stavano attraversando il mare in condizioni di pericolo.
Un episodio che richiama una delle regole non scritte della cultura marinara: davanti a una vita in difficoltà, il primo dovere è prestare aiuto.
Il peschereccio “Mathias” farà rientro in Sicilia alla fine di agosto, ma il gesto compiuto dal suo equipaggio resterà come una testimonianza di solidarietà e umanità nel Mediterraneo, un mare spesso segnato da tragedie ma anche da storie di accoglienza e coraggio.

