Peschereccio catanese salva sedici migranti minorenni a largo di Malta
Il peschereccio, in mare dall’aprile scorso e impegnato nelle attività di pesca nel Mediterraneo, ha interrotto il proprio lavoro per prestare assistenza ai giovani migranti.
Secondo quanto riferito, i pescatori hanno fornito ai naufraghi beni di prima necessità, tra cui acqua, pane e latte. Tra le persone soccorse c’era anche un bambino di appena un anno.
La notizia è stata diffusa dalla Diocesi di Acireale, che ha sottolineato il valore umano dell’intervento, definendolo una testimonianza del senso di responsabilità e della solidarietà che da sempre caratterizza la comunità marinara di Santa Maria La Scala.
L’orgoglio delle famiglie: “Hanno scelto di aiutare chi era in pericolo”
A raccontare il significato umano della vicenda sono state anche le famiglie dei pescatori coinvolti.
«Siamo orgogliose dei nostri mariti – hanno raccontato Alessia Re e Daiva Patanè – perché hanno interrotto la battuta di pesca per soccorrere quella piccola imbarcazione incontrata al largo di Malta. Hanno dato acqua, pane e latte anche a un bambino di appena un anno. Hanno dimostrato grande coraggio e una straordinaria umanità».
Un gesto che, secondo i familiari, rappresenta lo spirito della gente di mare, abituata ad aiutare chi si trova in difficoltà.
«È stato prima di tutto un gesto umano, oltre che marittimo – ha spiegato Grazia Patanè, figlia di alcuni pescatori dell’equipaggio –. La gente di mare tende ad aiutarsi ogni volta che è possibile».

