Palermo: sequestrati 470 Kg di alimenti non sicuri all’aeroporto Falcone-Borsellino
Gli alimenti sequestrati, mai dichiarati alla frontiera, rappresentavano un potenziale rischio di introduzione di malattie infettive nel territorio nazionale. Alcuni prodotti si trovavano in cattivo stato di conservazione, aumentando il pericolo per la salute pubblica. La normativa nazionale e comunitaria permette l’ingresso di carni, latticini o prodotti vegetali nell’UE solo tramite posti di ispezione frontalieri, accompagnati da certificazione sanitaria rilasciata dall’autorità del Paese di produzione.
Il sequestro dimostra l’importanza dei controlli rigorosi, volti a prevenire il traffico di alimenti non sicuri e a proteggere i cittadini da possibili contaminazioni.
Controlli mirati e collaborazione tra ADM e Guardia di Finanza
Le operazioni di vigilanza si svolgono quotidianamente e in stretta sinergia tra Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Guardia di Finanza. I controlli hanno riguardato passeggeri provenienti da diversi Paesi africani e asiatici, spesso transitati tramite hub europei e nazionali, e hanno permesso di intercettare alimenti non dichiarati o sprovvisti di documentazione sanitaria.
Questa collaborazione si inserisce nel contesto del protocollo d’intesa rinnovato il 28 maggio 2025, che rafforza il presidio doganale sugli scali aeroportuali e la lotta all’introduzione di prodotti pericolosi.
Distruzione e smaltimento dei prodotti sequestrati
Tutti i 470 chilogrammi di alimenti sono stati confiscati e successivamente distrutti, in conformità con le norme vigenti. La distruzione è una misura preventiva fondamentale per evitare rischi sanitari, garantendo che nessun prodotto non sicuro possa arrivare sulle tavole dei cittadini.
L’attività dimostra l’attenzione delle autorità non solo alla sicurezza alimentare, ma anche alla corretta applicazione della normativa europea in materia di importazioni.

