Maxi operazione antidroga: 26 arresti per traffico di stupefacenti con metodo mafioso
Le indagini hanno evidenziato che la droga sarebbe stata introdotta sull’isola attraverso fornitori collegati a reti criminali calabresi e campane, con una struttura logistica stabile e ben organizzata.
Un filone investigativo del ROS si è concentrato in particolare su un gruppo legato al quartiere di Santa Maria di Gesù, che avrebbe intrattenuto rapporti con: un soggetto albanese residente a Roma, un fornitore attivo in Calabria
Questi contatti avrebbero garantito l’approvvigionamento continuo di stupefacenti destinati allo spaccio locale.
Un’organizzazione strutturata e radicata sul territorio
Secondo gli inquirenti, le organizzazioni operavano con una struttura gerarchica e una ripartizione precisa dei ruoli, caratteristiche che hanno contribuito all’aggravante del metodo mafioso contestato agli indagati.
L’attività di spaccio avrebbe interessato diverse aree della città, con una gestione capillare del mercato della droga e un sistema di distribuzione consolidato.
