Palermo in piazza dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia
Il ruolo dei cittadini e dei professionisti
Un’altra anima del successo del No si è ritrovata al Biotos, centro culturale di via XII Gennaio, dove è nato il movimento “In difesa della Costituzione”. Professionisti, attivisti e cittadini hanno costruito una campagna capillare fatta di assemblee, volantinaggi e mobilitazione digitale.
“L’enorme affluenza e la distanza tra No e Sì rappresentano una vittoria della democrazia”, ha dichiarato l’avvocato Giovanni Bellia. “È stato respinto un tentativo di riscrivere la Costituzione in senso autoritario”.
Un segnale politico forte: nel mirino governo regionale e nazionale
“Schifani tragga le conseguenze”
Il risultato siciliano, con il No oltre il 60%, assume anche un chiaro significato politico. Dai progressisti arriva un messaggio diretto al presidente della Regione, Renato Schifani, invitato a “trarre le conseguenze”.
Non meno critico il commento di Davide Ficarra, che ha letto il voto come una bocciatura del governo guidato da Giorgia Meloni:
“È un No sociale, che nasce dai quartieri popolari e respinge una politica percepita come distante e a tutela degli interessi dei più ricchi”.
La festa in città: Politeama e Teatro Massimo protagonisti
“Palermo vota No”
Dalle 18, la mobilitazione si è spostata in piazza Politeama per un sit-in partecipato, mentre gruppi di studenti si sono radunati davanti al Teatro Massimo. Striscioni, cori e applausi hanno accompagnato una giornata vissuta come un momento storico.
“La vittoria del No è un segnale inequivocabile”, ha dichiarato Teresa Piccione del Partito Democratico. “L’indipendenza della magistratura non è negoziabile”.
Secondo Gaetano Gambino, presidente provinciale PD, “la partecipazione dimostra che i cittadini sanno difendere l’equilibrio dei poteri sancito dalla Costituzione”.
Una vittoria che guarda al futuro: “Abbiamo fatto la storia”
Tra entusiasmo e consapevolezza, il popolo del No rivendica il risultato come una tappa importante di un percorso più ampio. Non solo una vittoria referendaria, ma un segnale di vitalità democratica.
“Abbiamo fatto la storia”, è il coro che si alza dalla piazza. E mentre le luci della sera illuminano il Politeama, quel verso dantesco riecheggia tra la folla: una promessa, più che una celebrazione.
