Palermo e Sicilia: sempre più studenti scelgono il liceo, boom di scientifici e crisi dei diplomifici
Parallelamente, le scuole paritarie, note in passato come “diplomifici”, hanno subito una forte riduzione della loro presenza in Sicilia. La campagna di ispezioni dell’USR e del ministero dell’Istruzione e del merito ha portato a risultati significativi, con una riduzione di iscritti alle paritarie di oltre il 27,5% in pochi anni (dal 2022/2023 al 2024/2025) e una diminuzione quasi del 44% dei diplomandi.
Queste scuole, spesso frequentate da studenti che avevano accumulato bocciature o abbandonato temporaneamente il percorso scolastico, rappresentavano una soluzione alternativa per ottenere il diploma. L’azione ispettiva ha ridimensionato drasticamente la pratica dei “diplomi facili”, in linea con le norme più restrittive introdotte dal governo Meloni e con le regole stabilite dal 2000.
La piramide rovesciata delle paritarie
Nonostante i risultati dei controlli, nelle paritarie siciliane persiste il fenomeno della cosiddetta piramide rovesciata: il numero di iscritti all’ultimo anno supera di gran lunga quello dei primi anni di corso. Nel 2024/2025, gli studenti del quinto anno erano 2.455, contro 937 del primo anno, confermando che queste scuole sono spesso scelte come “ultima chance” per conseguire il diploma.
Nei dati delle scuole statali e delle paritarie medie, invece, non si osserva questo fenomeno: le iscrizioni seguono una progressione più regolare, senza concentrazione eccessiva all’ultimo anno.
Chi frequenta le paritarie: ragazzi over 18 e pluribocciati
L’analisi dei dati demografici degli studenti paritari conferma ulteriormente questa tendenza: il 52% degli iscritti all’ultimo anno ha più di 18 anni, mentre nelle scuole statali la corrispondente quota di studenti over 18 è appena del 17%. Si tratta in larga parte di giovani che hanno accumulato una o più bocciature, oppure di ragazzi che avevano abbandonato temporaneamente il percorso scolastico e hanno deciso di riprendere gli studi per aumentare le possibilità future di inserimento nel mondo del lavoro.
In sostanza, le paritarie rimangono un “rifugio” per chi cerca di ottenere il diploma dopo difficoltà nel percorso pubblico, più che una scelta didattica tra modelli differenti.
