Obiettivi di biodiversità ambiziosi fronteggiano scarse risorse finanziarie disponibili.
Le sfide della biodiversità in Messico
Carrión osserva che, nonostante la sua ricchezza naturale, il Messico affronta sfide simili a quelle di molti altri paesi, come le opzioni di uso del suolo e il cambiamento climatico. La deforestazione per uso agricolo, l’abbattimento di alberi, la scarsità d’acqua e l’innalzamento del livello del mare mettono a rischio la resilienza del paese.
Il governo messicano ha una storia consolidata di sforzi per la conservazione. Negli ultimi anni, sono stati fatti passi importanti per estendere le aree protette a 95 milioni di ettari (circa 235 milioni di acri), coprendo il 14% del territorio nazionale e un quarto delle sue acque. Questo è previsto per il 2024, con l’obiettivo di conservare il 30% delle terre e delle acque entro il 2030. La realizzazione di questo piano richiede risorse e collaborazioni tra agenzie governative, custodi indigeni e comunità locali.
Uno dei progetti recenti in questo contesto è il Mex30x30, sviluppato grazie alla collaborazione tra CONANP, Conservation International e il Fondo Messicano per la Conservazione della Natura. Nel 2024, questo progetto ha ricevuto quasi 17 milioni di dollari per la gestione delle aree protette, ed è stato uno dei primi ad essere sostenuto dal Fondo Globale per la Biodiversità.
Carrión sottolinea che questo finanziamento ha creato una “nuova spinta” per migliorare la gestione delle aree protette in Messico, contribuendo a sforzi più ampi per conservare la biodiversità a livello globale.
La questione del finanziamento internazionale
Il Fondo Globale per la Biodiversità ha l’obiettivo di intervenire per canalizzare risorse da nazioni ricche e donatori privati verso paesi meno industrializzati, aiutandoli a raggiungere gli obiettivi del Quadro Globale sulla Biodiversità. Esperti ritengono che questo fondo possa promuovere azioni locali come il progetto Mex30x30, particolarmente in linea con gli obiettivi globali. Uno di questi obiettivi è la conservazione del 30% delle “terre, acque e mari” del mondo entro il 2030.
Tuttavia, con i soli 386 milioni di dollari promessi fino ad ora, il finanziamento risulta essere solo una piccola frazione della cifra necessaria per affrontare questa crisi. Inoltre, la maggior parte dei fondi destinati alla conservazione della biodiversità nei paesi in via di sviluppo proviene da budget nazionali, piuttosto che da finanziamenti internazionali.
