Nuovo studio valuta i rischi del geoengineering sugli ecosistemi marini e le lacune conoscitive.
Implicazioni e necessità di regolamentazioni
Gli studi analizzano anche l’uso di tecniche abioticamente innovative, come il potenziamento dell’alcalinità oceanica. Questo metodo prevede l’aggiunta deliberata di alcalinità all’acqua di mare per favorire la cattura del carbonio, e potrebbe avere un impatto trascurabile sulla vita marina. Analisi recenti mostrano che il potenziamento dell’alcalinità oceanica richiede fonti di energia alternative per essere implementato in modo sostenibile.
Le modifiche alla radiazione solare, che potenzialmente potrebbero influenzare i modelli climatici globali e regionali, presentano anch’esse dei rischi considerevoli. Tecniche come l’iniezione di aerosol stratosferico (SAI) e l’illuminazione delle nuvole marittime (MCB) sono state identificate, ma la mancanza di prove concrete rende difficile la loro implementazione.
A fronte di questi sviluppi, è essenziale che ci siano normative chiare per la gestione del geoengineering. L’urgenza di stabilire un quadro normativo è aumentata, dato che le politiche attuali sono rimaste indietro rispetto al rapido avanzamento delle tecnologie e all’emergenza climatica.
Inoltre, sono necessari studi più dettagliati e test sul campo per osservare meglio i sistemi complessi e le loro interazioni. Informazioni affinate e risultati di test possono guidare decisioni più informate e responsabili relative all’attuazione di tecnologie di geoengineering.
Fonti ufficiali:
- DeVries, T. (2022). The ocean carbon cycle. Annual Review of Environment and Resources, 47(1), 317-341. doi:10.1146/annurev-environ-120920-111307
- Roberts, K. E. et al. (2026). Potential impacts of climate interventions on marine ecosystems. Reviews of Geophysics, 64(1), e2024RG000876. doi:10.1029/2024RG000876
- Raven, M. R. et al. (2024). Biomass storage in anoxic marine basins. AGU Advances, 5(1). doi:10.1029/2023av000950
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