Nuovo atlante per salvare le zone umide in pericolo in Africa.
Nelemans ha aggiunto che il team ha scelto di partire dal Sahel e dal Corno d’Africa perché entrambe le regioni “rimangono sottorappresentate in termini di dati integrati e accessibili,” nonostante la vulnerabilità delle loro zone umide. “Wetlands International ha anche una forte presenza operativa in queste aree, il che ci ha permesso di convalidare i dati e coinvolgere direttamente gli utenti,” ha detto. L’espansione dell’atlante verso altre regioni dipenderà dalla disponibilità e qualità dei dati di base, un fattore cruciale per il suo successivo sviluppo.
In questo contesto, il Wetland Atlas rappresenta non solo uno strumento prezioso per i ricercatori, ma anche un mezzo per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle zone umide per l’ambiente e l’economia. Con la crescente minaccia dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità, è fondamentale che le zone umide siano adeguatamente riconosciute e valorizzate.
