Nepal firma un importante accordo sul carbonio, ma l’accesso per le comunità è difficile.
La segretaria generale della Federazione degli Utenti del Forestry Community del Nepal, Parbata Gautam, ha annunciato che la federazione, in collaborazione con NEFIN, ha completato consultazioni iniziali e programmi di sviluppo delle capacità in 100 unità locali. “La nostra principale preoccupazione è garantire l’accesso ai fondi a comunità forestali diversificate,” ha detto, aggiungendo che ulteriori consultazioni determineranno come le comunità possano richiedere finanziamenti.
Pudasaini ha affermato che la struttura di finanziamento segue ampiamente il modello REDD+ precedentemente adottato dal Nepal. Le riduzioni delle emissioni saranno convalidate attraverso il standard TREES, sviluppato per le transazioni REDD+.
Anche se l’80% dei fondi deve ancora essere deciso e destinato alle comunità tramite il Forest Development Fund (FDF), le preoccupazioni sorgono per la possibilità che il percorso attraverso il sistema di tesoreria nazionale possa rallentare la distribuzione. Inoltre, sono previsti il 20% per costi amministrativi e un’ulteriore detrazione del 10% per costi operativi.
Fonti ufficiali riportano che i fondi da programmi precedenti sono talvolta rimasti inutilizzati, creando preoccupazioni di trasparenza. Gli esperti stimano che approssimativamente il 70% o meno del totale dei finanziamenti potrebbe raggiungere i beneficiari, senza chiarezza su quanto andrà direttamente alle comunità.
Questa situazione non è unica del Nepal, dal momento che ricerche su iniziative REDD+ in tutta l’Asia mettono in evidenza persistenti problemi di coordinamento e trasparenza nelle condivisioni dei benefici.
In questa nuova fase, è cruciale imparare dalle esperienze passate per massimizzare il potenziale di riduzione delle emissioni di carbonio.
Fonti:
– Mongabay
– NEFIN
– Forest Carbon Partnership Facility
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