Morti di pescatori migranti in mare legate al potere incontrollato dei capitani, studio rivela.
La Realtà dei Pescatori Indonesiani
Nel corso della ricerca, sono stati documentati 55 casi di pescatori indonesiani scomparsi o deceduti a bordo di navi da pesca lontane, registrando un’ampia varietà di abusi che vanno dalla negazione dei diritti lavorativi e del salario fino a gravi violenze fisiche e sessuali. Queste esperienze di sfruttamento e abuso rendono la vita dei pescatori indonesiani un vero e proprio campo di battaglia, dove i decessi non sono eventi isolati, ma esiti prevedibili di un sistema che prioritizza il profitto sulla vita.
I ricercatori hanno distinto tra decessi “attivi” e “lenti”, dimostrando che le fatalità avvengono sia attraverso la violenza esplicita sia per negligenza prolungata, come malnutrizione, malattie non curate ed esaurimento fisico. Questo approccio aiuta a chiarire il modo in cui i capitani e le aziende di pesca rendono i pescatori migranti facilmente “disponibili” subordinando la loro vita agli interessi economici.
Alfred “Bubba” Cook, direttore politico della ONG Sharks Pacific, ha sottolineato l’importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica e la pressione del mercato per ottenere cambiamenti significativi nel settore della pesca. La mancanza di regole globali vincolanti che impongano la segnalazione delle morti a bordo delle navi di pesca rivela profondi problemi di governance nella pesca a livello internazionale.
