Maxi operazione contro la pirateria streaming: controlli anche in Sicilia

Maxi operazione contro la pirateria streaming: controlli anche in Sicilia

Tra i territori interessati dalle perquisizioni figura anche la Sicilia, dove la Guardia di finanza ha effettuato diversi interventi nell’ambito del monitoraggio nazionale. Le attività investigative hanno riguardato sia i distributori del sistema illecito sia gli utilizzatori finali degli abbonamenti “pirata”.

In particolare, nell’isola – come nel resto del Paese – sono stati individuati i primi utenti che avrebbero utilizzato il sistema IPTV e altre piattaforme illegali di streaming, il cosiddetto “pezzotto”. Per loro sono previste sanzioni amministrative che vanno da 154 fino a 5.000 euro.

Una rete diffusa tra rivenditori e utenti finali

Secondo gli inquirenti, il sistema sarebbe stato diffuso da oltre 70 rivenditori che promuovevano gli abbonamenti con prezzi compresi tra 40 e 130 euro l’anno, a seconda dei pacchetti scelti. I pagamenti avvenivano spesso in criptovalute o tramite canali non tracciabili.

Parte dei proventi sarebbe poi stata retrocessa agli organizzatori della rete, configurando un vero e proprio schema piramidale di distribuzione illecita.

Danni stimati e indagini ancora in corso

Le società titolari dei diritti avrebbero stimato un danno complessivo di circa 300 milioni di euro legato alla mancata riscossione degli abbonamenti. Nel frattempo, sono in corso ulteriori accertamenti sul materiale informatico sequestrato, che potrebbe portare all’identificazione di altri soggetti coinvolti, compresi ulteriori utenti finali.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e vale, come ricordano gli inquirenti, la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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