Mafia e narcotraffico: in amministrazione giudiziaria società con sede a Palermo
Le indagini hanno evidenziato come Angelo Sanfilippo, con precedenti per narcotraffico, e i suoi tre figli operassero all’interno della E.S.T., favorendo l’ingresso e la movimentazione di ingenti quantità di cocaina proveniente dal Sud America. I collaboratori di giustizia avevano già indicato il porto di Catania come punto terminale per ingenti partite di stupefacenti, gestite con la complicità di affiliati ai clan “Pillera-Puntina”.
Il Tribunale ha rilevato che la società, attraverso inerzia e tolleranza dei propri assetti gestionali, si sarebbe inserita in un meccanismo di agevolazione stabile, consentendo alla famiglia Sanfilippo di curare interessi criminali all’interno dell’area portuale. Le aree operative e i container della società sarebbero stati utilizzati per occultare, manipolare e recuperare carichi di droga, mentre l’impresa avrebbe anche fornito supporto economico indiretto ai membri della famiglia, garantendo loro libertà d’azione nel settore degli stupefacenti.
Obiettivo dell’amministrazione giudiziaria
L’intervento della magistratura mira a rimuovere ogni canale di condizionamento mafioso e a garantire il risanamento dell’azienda, restituendo l’attività economica alla proprietà in un contesto di legalità. Gli amministratori giudiziari avranno il compito di gestire la società per un anno, assicurando che le operazioni commerciali avvengano nel rispetto delle norme e senza ingerenze criminali.
Questo provvedimento rappresenta un passo significativo nella lotta alla penetrazione mafiosa nei porti siciliani, confermando l’attenzione delle autorità nel tutelare le realtà imprenditoriali oneste e nel contrastare le infiltrazioni nel settore della logistica e del commercio internazionale.
