L’Università degli Studi di Palermo tra i 76 Atenei italiani che hanno aderito all’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”
Verità, giustizia, dignità. Sono queste le parole che oggi hanno attraversato con forza la sala del Senato durante la presentazione dell’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”. Parole che non sono rimaste astratte, ma si sono fatte carne nella memoria di una vicenda che interroga le coscienze, trasformandosi in una richiesta collettiva che attraversa il Paese come un’unica, grande onda gialla.
Presente, in collegamento, anche l’Università degli Studi di Palermo che ha aderito assieme ad altri 75 atenei italiani all’iniziativa nazionale promossa dalla senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo.
L’appuntamento a Palermo si terrà il 20 maggio alle ore 9:00, al all’Edificio 12 del campus di viale delle Scienze, e prevede la proiezione speciale del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, seguita da un approfondimento sui temi della libertà di studio e di ricerca e dei diritti fondamentali della persona.
All’incontro, organizzato dalla prorettrice Ada Maria Florena con l’Area Terza Missione nel solco della valorizzazione e difesa della conoscenza, interverranno Aldo Schiavello, professore ordinario di Giurisprudenza; Miriam Di Peri, giornalista; Erasmo Palazzotto, già presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Regeni; Giuseppa Mudò, docente di Medicina di precisione; Valentina Di Liberto, professoressa associata di Biomedicina, Neuroscienze e Diagnostica avanzata che offriranno contributi e riflessioni sul valore della libertà accademica, sul ruolo della ricerca e sull’urgenza di promuovere verità e giustizia.
La storia di Giulio Regeni è segnata da una frattura che non può lasciare indifferenti: quella tra la luce di una ricerca libera e l’oscurità della tortura e della negazione dei diritti. Giulio era un giovane studioso che credeva profondamente nella libertà di conoscere; la sua morte rappresenta la negazione più drammatica di quei valori universali. Eppure, proprio in quella frattura, la sua figura continua a vivere: nell’impegno di chi chiede verità, nella convinzione che la dignità umana non sia negoziabile, nella responsabilità di difendere la libertà di studio e di ricerca come pilastri di una società giusta.
A dieci anni dalla sua scomparsa, Giulio Regeni non è solo una vittima, ma un simbolo di integrità e coraggio intellettuale. La sua storia continua a generare consapevolezza e impegno affinché verità e giustizia non restino parole vuote.
“L’adesione dell’Università degli Studi di Palermo a questa iniziativa – sottolinea il rettore dell’Università degli Studi, Massimo Midiri – nasce da un dovere profondo, prima ancora che istituzionale: difendere la libertà della ricerca e dello studio come diritti fondamentali. Ricordare Giulio significa trasformare la memoria in responsabilità e azione, contribuendo a quell’onda gialla che chiede, con forza e unità, verità e giustizia”.
L’iniziativa, presentata dalla senatrice Elena Cattaneo, dei genitori di Giulio Regeni, Paola Deffendi e Claudio Regeni, dell’avvocata Alessandra Ballerini e del regista Simone Manetti, coinvolge oltre 15 mila partecipanti tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini, in un ciclo di eventi tra aprile e maggio 2026.
L’Università degli Studi di Palermo, luogo per eccellenza del sapere e del libero confronto, rinnova così il proprio impegno nella promozione della libertà di studio e nella difesa dei diritti inviolabili.
Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.
