Lo squalo balena si nutre anche sul fondo del mare: la scoperta che cambia ciò che sappiamo sul gigante degli oceani

È il pesce più grande del mondo, può raggiungere dimensioni impressionanti eppure si nutre principalmente di piccoli organismi. Lo squalo balena, Rhincodon typus, è noto soprattutto per il suo comportamento alimentare filtratore: nuota con la bocca aperta e trattiene plancton e altri organismi presenti nell’acqua. Ma il suo modo di procurarsi il cibo potrebbe essere più vario di quanto si pensasse.

Nel 2023 uno studio scientifico ha documentato per la prima volta prove dirette di alimentazione sul fondo da parte dello squalo balena. La ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Fish Biology, ha descritto un comportamento che suggerisce come questo gigante marino possa sfruttare anche le risorse presenti vicino al fondale, ampliando il quadro delle sue strategie alimentari.

La scoperta è importante perché gli squali balena vengono spesso osservati in aree superficiali dove il plancton è abbondante. Tuttavia, seguire esclusivamente questi ambienti potrebbe offrire una visione incompleta della loro ecologia. Gli oceani sono sistemi complessi e le risorse alimentari cambiano in base alla profondità, alla stagione e alle condizioni ambientali.

Nuove osservazioni per comprendere la vita del gigante


Lo studio suggerisce che gli squali balena possano cercare prede bentoniche, cioè organismi che vivono sul fondo o nelle sue immediate vicinanze. Una possibile spiegazione è che, in determinate aree, queste risorse siano particolarmente abbondanti o rappresentino un’alternativa vantaggiosa rispetto al plancton.

La scoperta non significa che lo squalo balena abbia abbandonato la sua tipica alimentazione filtratrice. Piuttosto, indica che il suo comportamento può essere più flessibile e adattabile di quanto suggerissero le osservazioni precedenti. Restano da chiarire quanto frequentemente si alimenti in questo modo, quali prede selezioni e quanto questa strategia contribuisca alla sua dieta complessiva.

Le nuove tecnologie di osservazione, comprese le telecamere e i dispositivi di monitoraggio applicati agli animali, stanno permettendo ai ricercatori di raccogliere informazioni difficili da ottenere seguendo soltanto gli spostamenti in superficie. Anche le osservazioni di cittadini, subacquei e operatori impegnati nel turismo naturalistico possono contribuire alla conoscenza della specie, purché siano documentate e verificate.

Lo squalo balena è classificato come specie in pericolo nella Lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura. È minacciato da diverse attività umane, tra cui collisioni con imbarcazioni, catture accidentali e pesca.

Comprendere meglio dove si alimenta e come utilizza le risorse marine è fondamentale per proteggerlo. Una scoperta sul comportamento alimentare può quindi avere conseguenze importanti anche per la conservazione, aiutando gli scienziati a individuare gli ambienti che meritano maggiore attenzione.

Il gigante degli oceani continua a riservare sorprese. E ogni nuova osservazione ricorda quanto sia ancora incompleta la nostra conoscenza degli animali che abitano le profondità marine.

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