PALERMO [27 ottobre] Ha accolto sovrani e viceré, custodito prigionieri, resistito agli assalti e alle trasformazioni della città. Del suo passato rimangono pietre possenti, il mastio arabo-normanno, lo spazio dell’antica piazza d’armi: bisogna fermarsi qui, accanto alla Cala, e provare a immaginare quanto fosse immenso il Castello a Mare prima che le demolizioni del Novecento ne cancellassero buona parte. Domenica prossima (1 novembre) dalle 10 alle 12.30, sarà l’unica occasione per visitarlo. Un’apertura che porta nel programma delle Vie dei Tesori una storia lunga e tormentata, nel punto in cui Palermo salda il suo rapporto con il mare. Nel 1593 l’esplosione della polveriera uccise molti prigionieri, tra i quali il poeta Antonio Veneziano; durante il Risorgimento la fortezza fu uno dei simboli del potere borbonico. Oggi il percorso permette di ritrovare ciò che sopravvive di quel presidio, attorno all’antica piazza d’armi e al mastio. Sempre domenica mattina, e per sole due ore, al Museo archeologico Salinas ci si lascerà prendere virtualmente per mano da dei e dee per ritrovare storie, miti e leggende incisi sui reperti; se poi si vuole ampliare il programma, il Museo Abatellis offre due percorsi inediti nell’ala nuova, pescando nella collezione, i grandissimi nomi della pittura siciliana. E per restare in tema arte, bisogna scoprire i luoghi: dall’Atelier Nostra Signora, ex oratorio settecentesco trasformato in spazio d’arte contemporanea; alla galleria In Via Cluverio, simbolo dell’amore di un’artista francese per Palermo; a Palazzo del Poeta che dalle antiche fondamenta, pesca versi e leggende. Ma anche le due pale d’altare di Adrian Ghenie esposte alla Madonna della Mazza; le collezioni di Villa Zito e Palazzo Branciforte, e il recupero di Palazzo Oneto di Sperlinga.
Quarto fine settimana, dunque, al via: Palermo cammina spedita al fianco di Catania e Ragusa, mentre sono state salutate (tra gli applausi) Santa Flavia, Corleone e Termini Imerese; Caltanissetta, Castelvetrano, Marsala e Sciacca. Sempre con Unicredit come main sponsor, Mangia’s come principal supporter, con Rotary, Poste Italiane, Confcommercio Palermo, LUMSA, AMAT e AMG Gas; UPMC ISMETT, SINCOL e Gruppo Romano con le insegne Famila e Il centesimo. Il festival collabora con il progetto di cooperazione internazionale CHORAL.
Tre giornate – da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre – in cui saranno protagonisti anche tutti quei luoghi ed esperienze che lo scorso weekend sono stati sospesi per il maltempo o dalle ordinanze post terremoto: tra tutti, da non perdere sono i laboratori dell’Accademia di Belle Arti ai Cantieri della Zisa e a Palazzo Santa Rosalia, dove si formano gli artisti, gli scenografi, i restauratori di domani; da visitare con la guida dei professori. Ci sono poi opere da rileggere e personaggi da ascoltare: venerdì alle 17, all’oratorio dei santi Euno e Giuliano, lo storico appassionato Carmelo Lo Curto si trasformerà in un cercatore di tesori per riportare alla luce una pala d’altare di Carlo D’Anselmo che andò perduta, ma di cui esiste una copia settecentesca. Lo Curto, studiandola, realizza un nuovo dipinto.
Occasioni da cogliere al volo per le visite teatralizzate: al Grand Hotel et Des Palmes, Francesca Picciurro indossa per l’ultima volta il grembiule e la crestina di una cameriera curiosa e amante delle celebrità che un tempo abitarono l’albergo; ma sabato eccola tornare a Palazzo delle Finanze con la sua povera madre attanagliata da una colpa immensa. Sempre sabato Stefania Blandeburgo a Sant’Orsola dei Negri, si trasformerà per l’ultima volta nella levatrice che ha fatto crescere nobili signori. E ricordate che anche al Villino Florio ci sarà una particolare Donna Franca a condurre le visite…
Il calendario consente di ritrovare anche il Monte di Pietà, dove la povera gente impegnava oggetti, vestiti, biancheria da corredo per guadagnare qualche lira; o l’ex convento delle Carmelitane, oggi sede della LUMSA che guarda al progetto in corso della Stazione Lolli ma nel frattempo mostra opere d’arte e testimonianze storiche. Per chi sceglie i teatri, il Garibaldi mostra il suo mondo ibrido tra passato e presente, recupero e conservazione; il Finocchiaro appare con il suo corredo déco quasi dimenticato; ma è soprattutto il Teatro Massimo da dover segnare in agenda visto che apre per l’ultima volta i percorsi dietro le quinte, tra macchinisti e scenografi.
Sarà un fine settimana “gustoso”: se sono andati esauriti in poco tempo i laboratori di Sikulo che hanno portato alla scoperta di pizza, pasta e Street Food, c’è ancora qualche posto per assaggiare la birra dei monaci a San Martino delle Scale. Domenica alle 16 si scopre anche che si possono coltivare frutti tropicali a pochi passi dal centro: lo fa infatti Donna Alba sopra l’Oreto. E sabato alle 17 parte anche la passeggiata dedicata a Francesco Procopio Cutò, inventore del gelato. Si racconterà la sua storia, si riceverà un libro, e magari anche un assaggio. In collaborazione con lo Sherbeth festival.
E poi si cammina: sabato si va dalla Valle Reale dei Celsi al Gattopardo, da via Sedie Volanti al Cassaro al chiaro di luna. Domenica si parte per la Valle dell’Agrifoglio, si segue il rapporto tra Carlo Scarpa, lo Steri e i ficus di Palermo, e si torna al Gattopardo. E con l’agronomo e scrittore Giuseppe Barbera domenica si riscoprirà la Favarella, o Piccola Favara. Per i più piccoli, venerdì e sabato, le attività del Gateway della biodiversità.
Programma, disponibilità e prenotazioni su www.leviedeitesori.com.
La formula resta sempre la stessa: un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite, da 3 euro per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 8 euro; per le esperienze, contributi variabili. Consigliata la prenotazione su www.leviedeitesori.com, necessaria per le attività che la richiedono espressamente. Il codice QR ricevuto per mail va mostrato all’ingresso, sullo smartphone o stampato. I coupon multipli non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in luoghi diversi, fino a esaurimento del loro valore; valgono nelle città della stessa provincia. Le scuole e i gruppi possono scrivere a info@leviedeitesori.it. Informazioni allo 091 8421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18.