La salamandra pezzata è uno degli anfibi più riconoscibili d’Europa. Il suo corpo nero, attraversato da macchie gialle, è diventato un simbolo dei boschi umidi e delle giornate piovose. Ma questa colorazione familiare nasconde una caratteristica che ha attirato l’attenzione della ricerca scientifica: la capacità di emettere una luce fluorescente quando viene illuminata con determinate lunghezze d’onda.
Nel maggio 2026, un gruppo internazionale di ricercatori guidato da studiosi del Museo di Scienze naturali di Barcellona, dell’Istituto di Biologia Evolutiva e del Max Planck Institute for Chemical Ecology ha annunciato la scoperta della biofluorescenza nella salamandra pezzata, Salamandra salamandra. Sottoposta a radiazione ultravioletta, la specie può mostrare un’emissione luminosa turchese, un fenomeno che era passato inosservato nonostante la lunga storia di studi dedicati a questo anfibio.
È importante distinguere la fluorescenza dalla bioluminescenza. La salamandra non produce luce autonomamente come fanno alcuni organismi luminosi marini: assorbe energia luminosa e la riemette a una lunghezza d’onda maggiore. Per questo l’effetto dipende dalla presenza di una sorgente luminosa adeguata.
Una scoperta che apre nuove domande
La scoperta si inserisce in un filone di ricerca più ampio. Già nel 2020 uno studio pubblicato su Scientific Reports aveva documentato la biofluorescenza in numerosi anfibi, comprese diverse specie di salamandre. Gli animali esaminati mostravano emissioni soprattutto verdi o giallastre quando venivano illuminati con luce blu o ultravioletta, con differenze importanti tra specie e parti del corpo.
Nel caso della salamandra pezzata, il risultato aggiunge un nuovo tassello alla conoscenza di un animale comune in molte aree europee, Italia compresa. Tuttavia, osservare una fluorescenza in laboratorio non significa sapere già quale funzione svolga in natura.
I ricercatori devono ancora chiarire quali sostanze o strutture producano il fenomeno e se questa caratteristica abbia un ruolo nella comunicazione, nel riconoscimento tra individui o in altri aspetti della biologia della specie. È possibile anche che la fluorescenza non abbia una funzione ecologica rilevante: per dimostrarlo servono ulteriori studi.
La salamandra pezzata vive soprattutto in ambienti freschi e umidi, spesso nei boschi vicino a ruscelli e corsi d’acqua. È sensibile alle alterazioni dell’habitat e rappresenta un elemento importante degli ecosistemi forestali.
La nuova scoperta dimostra quanto possano essere sorprendenti anche gli animali che crediamo di conoscere bene. Dietro una livrea familiare può nascondersi un fenomeno fisico inatteso, capace di aprire nuove domande sull’evoluzione e sulla percezione visiva degli anfibi. Per ora, il mistero più interessante non è soltanto perché la salamandra brilli sotto una luce