Le specie “aliene” che stanno conquistando la Sicilia

Le specie “aliene” che stanno conquistando la Sicilia

Tra gli esempi più evidenti ci sono alcuni pesci tropicali. Il pesce scorpione, il pesce palla maculato e due specie di pesce coniglio sono stati segnalati per la prima volta in Sicilia nell’ambito della campagna “Attenti a quei 4” promossa da ISPRA e CNR-IRBIM. Alcuni di questi animali possono inoltre rappresentare un rischio per l’uomo: il pesce scorpione possiede spine velenose, mentre il pesce palla può essere tossico se consumato.

Un altro caso ormai noto è quello del granchio blu (Callinectes sapidus), originario delle coste atlantiche americane e arrivato nel Mediterraneo. La specie si è diffusa in diverse aree del bacino ed è stata associata a impatti sulla pesca, sull’acquacoltura e sugli ecosistemi. La sua proliferazione ha portato anche alla predisposizione di specifici interventi nazionali di contenimento.

Ma la Sicilia deve fare i conti anche con specie esotiche presenti sulla terraferma. Tra quelle considerate invasive a livello europeo rientrano, per esempio, la tartaruga palustre americana e il gambero rosso della Louisiana. La prima può entrare in competizione con le testuggini palustri autoctone, mentre il gambero può modificare gli ambienti acquatici nei quali si insedia.

Nel 2026 l’attenzione si è inoltre concentrata sulla formica di fuoco (Solenopsis invicta), una specie originaria del Sud America. La Regione Siciliana ha istituito una cabina di regia sulle specie esotiche invasive, indicando proprio il monitoraggio e il contenimento della formica di fuoco tra le situazioni da affrontare con strumenti coordinati.

Quando una nuova specie diventa un problema


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