Un incontro per la sicurezza alimentare e la biodiversità
Nel mese di novembre 2022, oltre 2000 agricoltori, chef e decisori politici si sono riuniti nelle Filippine per esplorare sistemi alimentari basati sulla conservazione della biodiversità, sulla conoscenza indigena e sulla sicurezza alimentare locale. I relatori hanno messo in evidenza l’agroecologia e le soluzioni sostenibili come approcci pratici per rafforzare la sicurezza alimentare, ripristinando al contempo gli ecosistemi e sostenendo i mezzi di sussistenza delle comunità. Le minacce climatiche, da tifoni a inondazioni, hanno sottolineato l’importanza di un’agricoltura diversificata e di suoli sani per garantire la resilienza nelle regioni del Sud-est asiatico e del Pacifico.
Bacolod: un incrocio di culture alimentari
Bacolod, nella provincia di Negros Occidental, è stata teatro di questa convergenza, dove l’aria era pervasa dai profumi di frutti di mare grigliati, salse fermentate, caffè tostato e spezie fresche. L’evento ha segnato il primo incontro della Slow Food movment in Asia e nel Pacifico, raccogliendo oltre 2000 delegati provenienti da 20 paesi, tutti uniti dalla preoccupazione per la perdita di biodiversità, il cambiamento climatico e il futuro dei sistemi alimentari.
Organizzato dall’ong internazionale Slow Food, in collaborazione con partner filippini, l’incontro ha cercato di rafforzare le reti regionali intorno all’agroecologia, un approccio agricolo sostenibile che integra ecologia, conoscenza indigena e azione sociale.
Un Centro di Gastronomia Sostenibile
Uno dei risultati chiave di questo incontro è stata la designazione di Bacolod come Centro per la Gastronomia Sostenibile nella regione, e di Negros Occidental come Capitale Organica delle Filippine. I leader di Slow Food hanno sottolineato che questi non sono titoli cerimoniali, ma impegni strategici allineati al modello decentralizzato dell’organizzazione. Tale hub supporterà scambi regolari tra agricoltori, cuochi, comunità indigene, ricercatori e decisori politici, contribuendo a diffondere soluzioni locali e radicate nel territorio.
Edward Mukiibi, presidente di Slow Food, ha affermato che la regione Asia-Pacifico sta sempre più influenzando le conversazioni globali su cibo e sostenibilità. Il focus è su come costruire sistemi alimentari in grado di garantire cibo buono, pulito e giusto per le generazioni future.
L’importanza della formazione
L’istruzione e la partecipazione hanno avuto un ruolo centrale nell’evento, chiamato Terra Madre Asia & Pacific. Il programma educativo ha incluso 18 laboratori pratici condotti da agricoltori, cuochi e custodi della conoscenza indigena, focalizzandosi su colture come riso, soia e spezie. Più di 15 scuole locali hanno portato i loro studenti a conoscenza delle tradizioni alimentari basate sulla biodiversità.
Famiglie e visitatori hanno avuto l’opportunità di imparare a preparare piatti tradizionali, come le specialità a base di bambù e le merende di riso indigeno, mentre le discussioni pubbliche hanno attivato l’interesse su argomenti quali la salute alimentare, la conservazione delle sementi e le politiche agricole sostenibili.
L’agroecologia come soluzione
L’agroecologia è diventata un aspetto chiave della missione globale di Slow Food e ha trovato ampio spazio nell’evento come framework unificante. Arby Duero, funzionaria dell’onnipresente Fondazione Forestale Filippina, ha descritto l’agroecologia come una soluzione basata sulla natura, necessaria per affrontare le sfide sociali e ambientali in modo integrato.
Un esempio citato da Duero è quello dei progetti agroecologici guidati dalla comunità fra le popolazioni indigene Tagbanua nelle Filippine occidentali. Questi progetti dimostrano come l’agricoltura possa essere uno strumento per la riparazione degli ecosistemi e per la sicurezza alimentare locale.
Resilienza e cambiamenti climatici
L’urgenza del dibattito è stata accentuata dagli eventi climatici estremi che hanno colpito l’isola di Negros durante l’incontro. Mukiibi ha sottolineato l’importanza di continuare con questi eventi per supportare le comunità locali nella fase di recupero. Ramon “Chin-Chin” Uy Jr., consigliere di Slow Food per il Sud-est asiatico, ha affermato che il cambiamento climatico richiede un cambiamento verso un’agricoltura rigenerativa.
Le esperienze degli agricoltori di Negros dimostrano come le fattorie biologiche e diversificate siano più resilienti ai fenomeni meteorologici estremi, grazie a suoli sani che possono trattenere più acqua e nutrienti.
Sistemi alimentari indigeni regionali
Oltre le Filippine, l’incontro ha amplificato le esperienze locali provenienti da tutto il Sud-est asiatico, sottolineando come la conservazione della biodiversità, la sovranità alimentare e la sopravvivenza culturale siano interconnesse. I leader delle comunità indigene hanno condiviso le loro storie di come abbiano gestito le risorse naturali in modo sostenibile.
La comunità Tamambaloh Dayak in Indonesia, ad esempio, raccoglie miele selvatico mantenendo intatti gli ecosistemi forestali, mentre le comunità balinesi si sono dedicate alla conservazione delle varietà tradizionali di riso.
A fronte delle sfide future
Le discussioni emerse durante l’evento di Bacolod offrono un’importante opportunità per costruire una rete globale di attivisti per la sicurezza alimentare e la biodiversità. Slow Food si impegna a mantenere viva questa connessione, promuovendo eventi futuri ogni due anni per continuare a coltivare il dialogo e la cooperazione tra le comunità alimentari.
Per saperne di più sull’importanza dell’agroecologia e dei sistemi alimentari indigeni, si possono consultare fonti ufficiali come il Slow Food International e il Global Biodiversity Outlook.
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