Laos: bisogna intensificare le misure per ridurre l’inquinamento chimico dei fiumi verso il Vietnam.
La generazione di scarti tossici e incidenti documentati
L’estrazione di terre rare e oro in Houaphanh e nelle aree circostanti si avvale di sostanze chimiche aggressive come cianuro, acido solforico e mercurio. La gestione inadeguata di queste operazioni porta ineluttabilmente all’infiltrazione di arsenico, piombo e altri metalli tossici nei corsi d’acqua. Nel febbraio 2024, una perdita chimica dal sito minerario di terre rare più grande in Houaphanh ha causato la morte di pesci e ha reso l’acqua non potabile, colpendo gravemente le comunità locali.
I residenti hanno segnalato fiumi scoloriti, fauna acquatica morta e gravi problemi di salute. Si è trattato di un colpo devastante per le comunità, costrette a cercare cibo in lontananza in seguito al collasso dell’agricoltura e della pesca.
Incidente simili, che finora sono sotto-referiti, sembrano rispecchiare modelli regionali più ampi. Inoltre, il controllo della qualità dell’acqua nel Mekong ha rivelato livelli di arsenico superiori alle linee guida dell’OMS, indicando un’emergenza di salute pubblica.
Arsenico: una minaccia silenziosa per la salute umana
L’arsenico è un contaminante particolarmente insidioso nelle acque reflue delle miniere di terre rare. In concentrazioni pericolose, è incolore, inodore e insapore, e non produce sintomi acuti evidenti. Tuttavia, la sua bioaccumulazione attraverso l’acqua potabile, i prodotti agricoli e il contatto cutaneo porta a gravi problemi di salute nel lungo termine, tra cui malattie cutanee, problemi respiratori e un aumento del rischio di cancro.
Nelle province vietnamite colpite, dove milioni di persone rurali dipendono da acque non trattate, anche una modesta contaminazione può esporre centinaia di migliaia di individui a gravi rischi. Le analisi epidemiologiche mostrano già segni di malattie diffuse tra le comunità al confine.
