La Thailandia intensifica l’uso dei combustibili fossili a causa dei conflitti in Medio Oriente.

La Thailandia intensifica l’uso dei combustibili fossili a causa dei conflitti in Medio Oriente.

Buakamsri ha anche evidenziato che questi costi di approvvigionamento più elevati potrebbero ricadere sui consumatori, portando le bollette elettriche delle famiglie ai livelli record visti a fine 2024. Con l’avvicinarsi della scadenza di una settimana per i nuovi contratti di fornitura, la crisi evidenzia quella che Buakamsri ha definito una “vulnerabilità strutturale”. Invece di passare a fonti di energia rinnovabili domestiche e resilienti, la strategia attuale della Thailandia rimane focalizzata sulla ricerca di “molecole — petrolio greggio, gas di petrolio liquefatto (GPL) e gas fossile liquefatto (GNL) — attraverso gli oceani ogni volta che la geopolitica globale cambia”.

Immagine di apertura: La grande centrale elettrica a carbone di Mae Moh emette fumi dai suoi camini nelle prime ore del mattino. La centrale elettrica spegne i fumi al mattino per poi riaccenderli la sera. ©️ Luke Duggleby / Greenpeace, scattata nel 2013 nella centrale elettrica a carbone nel distretto di Mae Moh, provincia di Lampang, a nord della Thailandia.

Fonti: Reuters, BBC News, Climate Connectors

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