La Thailandia intensifica l’uso dei combustibili fossili a causa dei conflitti in Medio Oriente.

La Thailandia intensifica l’uso dei combustibili fossili a causa dei conflitti in Medio Oriente.

Risorse e strategie alternative per affrontare la crisi energetica

Le autorità thailandesi inizialmente hanno dichiarato di avere una riserva di carburante sufficiente per 61 giorni. Tuttavia, il Vice Primo Ministro Phiphat Ratchakitprakarn ha chiarito che, includendo le forniture che non transitano per lo stretto, le riserve totali possono durare fino a 90 giorni. Per colmare il gap immediato, la Commissione Regolatoria dell’Energia (ERC) ha approvato l’acquisto urgente di tre ulteriori spedizioni di GNL per i mesi di marzo e aprile.

Per gestire questa crisi energetica, il governo ha anche ordinato che le centrali elettriche a carbone operino a piena capacità. Inoltre, ha dato istruzioni alla PTT Exploration and Production Public Company Limited (PTTEP), una sussidiaria della compagnia statale PTT, di massimizzare la produzione di gas domestico nel Golfo di Thailandia. Tuttavia, esperti avvertono che queste misure potrebbero compromettere l’impegno della Thailandia a ridurre le emissioni di gas serra in base all’accordo di Parigi, il quale prevede una diminuzione del 47% entro il 2035.


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