La Thailandia intensifica l’uso dei combustibili fossili a causa dei conflitti in Medio Oriente.

La Thailandia intensifica l’uso dei combustibili fossili a causa dei conflitti in Medio Oriente.

La crisi energetica in Thailandia: nuove misure per ridurre la dipendenza dal petrolio

Il 4 marzo, il governo della Thailandia ha incaricato il Ministero dell’Energia di assicurare nuove fonti energetiche entro una settimana, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza del paese dal petrolio mediorientale. Questa urgenza è emersa dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, un momento cruciale per le forniture energetiche globali.

La chiusura dello Stretto di Hormuz è stata una reazione diretta ai bombardamenti dell’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele avvenuti il 28 febbraio. Questo passaggio strategico gestisce circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) a livello mondiale. Un fatto preoccupante è che circa il 30% del GNL e il 50% del petrolio greggio della Thailandia transitano attraverso questo stretto, il che rende la situazione particolarmente delicata.


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