La rivoluzione agricola: dalla chimica alla rigenerazione sostenibile è iniziata.

La rivoluzione agricola: dalla chimica alla rigenerazione sostenibile è iniziata.

Per sostenere questa transizione necessaria, non possiamo caricare il peso tutto sulle spalle degli agricoltori. Il passaggio dalla dipendenza chimica rappresenta un periodo di vulnerabilità: sarà necessario del tempo per ripristinare la salute dei suoli e sviluppare pratiche efficaci in diverse regioni. Gli agricoltori hanno bisogno di assistenza tecnica, assicurazioni per la transizione e capitali pazienti. Anche altri attori del sistema agroalimentare devono fare la loro parte: le università devono ampliare la ricerca sui sistemi biologici, i politici devono allineare sovvenzioni e normative agli obiettivi rigenerativi, e le aziende devono investire in pratiche rigenerative.

L’intera società deve riconoscere la verità fondamentale: non possiamo continuare a avvelenare l’ambiente in nome della produzione alimentare. La rigenerazione è l’unico futuro praticabile.

Molti agricoltori che stanno adottando pratiche rigenerative raccontano di un cambiamento radicale di mentalità, passando dal focalizzarsi su ciò che deve essere eliminato a pensare a come coesistere con la vita nei loro campi. Questo non è un nostalgico ritorno a metodi preindustriali, ma rappresenta il prossimo capitolo nella storia dell’innovazione agricola, costruendo su sistemi di conoscenza indigeni e intelligenza ecologica affinati nel corso di milioni di anni, e allineandoli con la scienza e la tecnologia moderne.


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