La criminalità organizzata amplifica la distruzione ambientale in Amazzonia, secondo un rapporto.
Una Crisi di Sicurezza e Protezione Ambientale
Secondo il rapporto, l’America Latina ha il tasso di omicidi più alto al mondo, e il numero di morti nell’Amazzonia supera ulteriormente questa media. A livello globale, due terzi dei difensori ambientali uccisi appartengono a comunità indigene, afrodiscendenti e agricoltori a piccola scala. “I gruppi guardiani indigena sono sottoposti a enormi pressioni da parte del crimine organizzato”, spiega Ebus. “I membri sono generalmente volontari che proteggono risorse naturali che lo stato non riesce o non vuole difendere, lasciando spesso le loro famiglie senza un principale fornitore per periodi che possono durare giorni o settimane.” La situazione è aggravata dalla corruzione e dalla complicità all’interno delle forze di sicurezza locali.
Il rapporto raccomanda una maggiore collaborazione tra le agenzie di law enforcement e le comunità indigene, combinando le conoscenze locali per affrontare le attività illecite. Inoltre, suggerisce miglioramenti nella collaborazione transfrontaliera e l’armonizzazione delle leggi ambientali. I compratori internazionali di oro e merci hanno anche la responsabilità di garantire che le loro catene di approvvigionamento siano privi di prodotti illegittimi.
Queste problematiche sollevano interrogativi cruciali sulla gestione delle risorse naturali e sui diritti delle comunità indigene, che svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione dell’Amazzonia. Per affrontare questi problemi, è essenziale unire gli sforzi a livello locale, nazionale e internazionale.
