Oltre un milione di uccelli vivi importati in Asia in 15 anni, secondo un rapporto.

Oltre un milione di uccelli vivi importati in Asia in 15 anni, secondo un rapporto.

Il Commercio di Uccelli Selvatici in Hong Kong e Singapore: Un’Analisi Preoccupante

Un’analisi recente dei dati doganali, pubblicata sulla rivista Conservation Biology, ha rivelato che tra il 2006 e il 2020, Hong Kong e Singapore hanno importato oltre 1 milione di uccelli selvatici vivi. Sorprendentemente, quasi due terzi di questi esemplari provenivano dall’Africa. Questo commercio massiccio, spesso poco regolamentato, rappresenta una minaccia significativa per le popolazioni selvatiche e comporta rischi rilevanti per la diffusione di specie invasive e malattie letali.

Rischi e Impatti del Commercio di Uccelli

La ricerca condotta da Rowan Martin, direttore del commercio di uccelli presso il World Parrot Trust, e dai suoi collaboratori ha utilizzato dati dell’U.N. Comtrade per tracciare il mercato di uccelli selvatici. I risultati mostrano che Singapore ha rappresentato quasi tre quarti delle importazioni, mentre Hong Kong si è affermata come un secondo importante centro di commercio. In particolare, i canarini (Crithagra spp.) sono stati i più importati a Hong Kong, con il canarino dal fronte giallo (C. mozambica) e il seedeater dal ventre bianco (C. leucopygia) che costituiscono l’84% delle importazioni africane tra il 2015 e il 2020.


Il 65% degli uccelli importati proveniva dall’Africa, con Mali, Guinea, Tanzania e Mozambico come principali esportatori. Martin ha sottolineato come l’assenza di regolamenti stringenti su queste esportazioni abbia reso gli uccelli africani molto richiesti. “Ci sono relativamente pochi grandi esportatori attivi in Africa occidentale, e spesso si tratta di aziende familiari che gestiscono grandi strutture di raccolta per aggregare gli uccelli prima dell’esportazione”, ha dichiarato.

Nel periodo successivo al 2006, le importazioni di uccelli a Hong Kong e Singapore sono aumentate, grazie al crescente benessere della classe media in Asia, alla maggiore connettività aerea e all’uso dei social media, che facilita le connessioni tra esportatori e acquirenti. Il ricercatore Simon Bruslund, esperto di commercio di uccelli dello Zoo di Copenaghen, ha confermato che “gli esportatori si adattano rapidamente alle opportunità”.

L’effetto delle Modifiche Regolamentari

Nel 2007, il Ghana ha rimosso 114 specie di uccelli dall’Appendice III della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (CITES), che regola e monitora il commercio legale. Uno studio del 2025 condotto da Bruslund e dai suoi colleghi ha mostrato che alcune importazioni di quelle specie negli Stati Uniti sono aumentate di quattordici volte dopo il cambiamento normativo.

La sistemazione degli uccelli in spazi ristretti durante il trasporto crea condizioni ideali per la diffusione di patogeni responsabili di malattie come l’influenza aviaria, il circovirus e la psittacosi, facilmente trasmissibili agli esseri umani. Inoltre, gli animali domestici fuggitivi possono diventare specie invasive. Ad esempio, il whydah a coda a pennacchio (Vidua macroura) ha iniziato a competere con le specie native in alcune aree degli Stati Uniti e nei Caraibi.

Gli uccelli provenienti da diverse regioni dell’Africa sono spesso portati insieme nei mercati all’aperto, creando “condizioni perfette per il trasferimento orizzontale di patogeni tra diverse specie”, ha aggiunto Martin, esprimendo preoccupazione per i rischi per la bio sicurezza.


Possibili Soluzioni e Raccomandazioni

Per mitigare i rischi associati alla cattura e al commercio di uccelli selvatici, Bruslund suggerisce l’adozione di un sistema di registrazione e documentazione per tutti gli animali selvatici tenuti in cattività. Paesi come la Corea del Sud, Singapore e alcune nazioni dell’Unione Europea stanno implementando “liste positive” di animali che provengono da fonti sostenibili e che non rappresentano una minaccia per la salute pubblica o per l’ecosistema.

Adottare regolamenti più rigorosi e un sistema di monitoraggio efficace potrebbe contribuire a preservare le popolazioni selvatiche e a ridurre il rischio di diffusione di malattie. La responsabilità condivisa tra governi, organizzazioni non governative e consumatori è fondamentale nel creare un futuro più sicuro per la fauna selvatica e per noi stessi.

Per ulteriori dettagli, puoi leggere l’articolo completo di Spoorthy Raman qui.

Fonti:

  • Conservation Biology
  • World Parrot Trust
  • U.N. Comtrade
  • CITES

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