Inquinamento da plastica avvolge le acque della Turchia: un problema globale da affrontare.

Inquinamento da plastica avvolge le acque della Turchia: un problema globale da affrontare.

Un rapporto del 2020 dell’IUCN ha classificato la Turchia come il terzo maggior contribuente alla fuoriuscita di plastica nel Mediterraneo, dopo l’Egitto e l’Italia, stimando una fuoriuscita annuale di 24.603 tonnellate di macro e microplastiche. La maggior parte dell’inquinamento plastico proviene da fonti domestiche, come rifiuti eccessivi e eventi climatici estremi.

Nel 2016, il professor Sedat Gündoğdu ha scoperto che gli impianti di riciclaggio lungo il fiume Seyhan scaricavano acque reflue non trattate nei canali di irrigazione. Sebbene alcune strutture inviino le loro acque reflue a un impianto di trattamento, la quantità è talmente elevata che spesso viene deviata nei corsi d’acqua locali.

In questo contesto, anche se la Turchia ha implementato misure per regolamentare il riciclaggio, le pratiche di gestione dei rifiuti non sono sufficienti per contenere il problema crescente di inquinamento marino.

## La Lotta per la Conservazione delle Tartarughe Marine

Le baie di Mersin e Iskenderun, nonostante siano colpite dall’inquinamento, rappresentano zone ecologicamente importanti. Iskenderun Bay fornisce un habitat per specie marine cruciali e ogni primavera, le tartarughe Caretta caretta e Chelonia mydas nidificano sulle spiagge locali.

Un’associazione locale, il Third Eye Education and Youth Association of the Mediterranean, ha effettuato interventi di monitoraggio e pulizia delle spiagge, in particolare durante il periodo di nidificazione. Negli ultimi anni, la quantità di microplastiche nelle spiagge è aumentata, spingendo l’associazione a focalizzarsi su iniziative di bonifica specifiche.

Studi hanno dimostrato che l’inquinamento marino può influenzare il comportamento riproduttivo delle tartarughe verdi, evidenziando un rapporto diretto tra l’inquinamento e il successo delle nidificazioni.


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