Influenza aviare colpisce foche elefante nel Nord della California; area in quarantena.
L’epidemia e la risposta delle autorità
A partire dal 2023, una ceppo mortale di influenza aviaria ha causato la morte di circa 17.000 cuccioli di foca elefante meridionale lungo le coste sudamericane. Da allora, ricercatori e funzionari pubblici hanno intensificato il monitoraggio delle foche elefante settentrionali californiane. La preoccupazione riguardo a un’infezione si è trasformata in realtà, poiché i test di laboratorio hanno confermato che il virus ha colpito questa colonia.
A metà febbraio, sei giovani foche recentemente svezzate sulle spiagge del Parque Nazionale Año Nuevo hanno mostrato sintomi evidenti di malattia respiratoria, accompagnati da sintomi neurologici come debolezza, tremori e convulsioni, tutti indicatori di H5N1. Il team di ricerca ha raccolto campioni da foche malate e morte, analizzati presso il California Animal Health and Food Safety Laboratory System. Lo screening iniziale ha rivelato la positività per influenza aviaria ed è stata poi confermata la presenza del ceppo altamente patogeno H5N1.
Tra il 24 febbraio e la pubblicazione di questa notizia, sette cuccioli hanno testato positivo per il virus, secondo il Laboratorio Nazionale dei Servizi Veterinari del USDA. Finora, 30 foche sono morte, 29 delle quali erano cuccioli svezzati, anche se non tutte le cause di decesso sono state confermate. Si tratta dei primi casi di H5N1 riscontrati nei mammiferi marini in California e la prima infezione documentata tra le foche elefante settentrionali (Mirounga angustirostris).
La diffusione di questo virus altamente contagioso dal 2020 ha colpito più di 700 specie tra uccelli e mammiferi. Grazie alla costante sorveglianza delle foche, il virus è stato individuato “molto presto nell’epidemia”, ha affermato Roxanne Beltran, professoressa assistente di ecologia e biologia evolutiva presso la UC Santa Cruz. I suoi colleghi hanno evidenziato che la rapida identificazione dell’epidemia nei mammiferi marini è stata possibile grazie a team coordinati e monitoraggi attivi.
