In Brasile, progetto idrico incompiuto priva i villaggi indigeni di acqua potabile sicura.
Inoltre, Kátia Barbosa, leader dei Munduruku, ha sollevato un altro problema: la qualità dell’acqua nei pozzi scavata è spesso scarsa, con una consistente presenza di ruggine. Nella sua comunità, l’uso della tecnologia Salta-Z è diventato essenziale per garantire acqua potabile. Tuttavia, anche quando l’acqua viene raccolta e trattata, può diventare inaccessibile durante i periodi di secca.
Durante le emergenze, le donne della comunità si sono fatte carico della situazione, scavando pozzi profondi per cercare acqua potabile. Ma, sfortunatamente, questi tentativi non sempre garantiscono la qualità dell’acqua. Le donne si occupano anche di pulire i pozzi, un compito gravoso nel contesto della vita quotidiana.
C’è un potenziale per la tecnologia di migliorare le condizioni sanitarie nelle comunità. Filtri innovativi sono stati introdotti in diverse comunità, promettendo una riduzione significativa delle impurità nell’acqua consumata. La loro adozione è avvenuta grazie a campagne di raccolta fondi e supporto da ONG che lavorano nel campo dello sviluppo sostenibile.
Questi filtri sono stati installati in scuole e strutture sanitarie, contribuendo a migliorare la salute pubblica e ridurre malattie diarrali e parasitarie. La richiesta di politiche pubbliche che implementino queste soluzioni è più urgente che mai, vista la crisi idrica che affligge molte comunità indigene.
