In Bangladesh, l’agricoltura tradizionale cede il passo a tecniche moderne e innovative.

In Bangladesh, l’agricoltura tradizionale cede il passo a tecniche moderne e innovative.

Nei Colli di Chittagong, nel sud-est del Bangladesh, gli agricoltori indigeni stanno abbandonando sempre più la pratica tradizionale del jhum, una tecnica di coltivazione itinerante. Si stanno invece orientando verso il metodo machan, in cui le verdure vengono coltivate su tralci di bambù sospesi da terra. Questo cambiamento è spinto dalla crescente scarsità di terreni coltivabili e dal calo dei raccolti, come riportato dal collaboratore di Mongabay, Sifayet Ullah.

Il Tradizionale Jhum e le sue Sfide

Per generazioni, le comunità indigene come i Chakma, i Marma e i Mro nei Colli di Chittagong (CHT) hanno praticato il jhum, che consiste nel disboscare piccole aree forestali, coltivarle e poi lasciarle incolte per un massimo di vent’anni per ripristinare la fertilità del suolo. Tuttavia, l’aumento del numero di agricoltori nei distretti CHT, come Bandarban, ha ridotto questo ciclo di riposo a soli due o tre anni. Questa pressione costante ha esaurito il suolo, portando a raccolti di riso sempre più scarsi e a un aumento dell’erosione durante le forti piogge. Dati ufficiali confermano questo declino: la superficie destinata al jhum a Bandarban è diminuita da 9.050 ettari (22.363 acri) nel 2014 a 8.270 ettari (20.436 acri) nel 2025.


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