Il nuovo governo nepalese punta sulle entrate fiscali piuttosto che sull’energia pulita.

Il nuovo governo nepalese punta sulle entrate fiscali piuttosto che sull’energia pulita.

Negli ultimi anni, la questione dell’elettricità è stata al centro dell’attenzione. In una relazione annuale, l’Autorità Elettrica del Nepal (NEA) ha confermato che gli investimenti richiesti per fare fronte a queste sfide superano largamente il surplus operativo dell’organizzazione. I sussidi sul gas sono diventati un punto cruciale, in quanto il governo non può più permettersi di rinunciare a queste entrate.

Il ministro delle Finanze, Swarnim Wagle, ha annunciato un’imposta sul valore aggiunto (IVA) del 5% per i consumatori ad alta elettricità e nuove tasse sulle importazioni di veicoli elettrici. Il primo ministro ha precisato che è necessario reperire fondi per rafforzare il sistema di trasmissione elettrica. Questa decisione segna un cambiamento rispetto alle politiche degli ultimi due decenni, che sono state sostenute da governi successivi e anche dal partito di Shah.

In un contesto di crescente domanda elettrica e con una capacità installata che ha raggiunto 3.591 MW alla fine del 2025, la necessità di investimenti nelle reti di trasmissione è evidente. L’analisi tecnica ha messo in luce come le reti di distribuzione possano soffrire se un numero significativo di famiglie sostituisce i fornelli a gas con stufe elettriche, creando preoccupazioni reali nonostante il governo minimizzi questi rischi.


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